I mercati emergenti batteranno Wall Street

di Stefania Russo 2

Puntare ai mercati emergenti, seppur paramentrando le quote del proprio portafoglio di investimento ai rischi connessi, è un consiglio ricorrente..

Puntare ai mercati emergenti, seppur paramentrando le quote del proprio portafoglio di investimenti ai rischi connessi, è un consiglio ricorrente degli esperti, sempre più ottimisti in relazione alla potenzialità di questi mercati. A confermare che l’orientamento è più che giusto i risultati di una recente indagine che collocano in cima alla lista delle migliori performance dei fondi comuni proprio quelle relative ai fondi che puntano ai mercati emergenti.

Ma mentre alcuni sostengono che il rally per nulla debole registrato nell’ultimo anno sia solo un caso isolato destinato a non ripetersi più, altri sono di tutt’altra opinione. Tra questi troviamo Goldman Sachs, secondo cui Wall Street ha ormai i giorni contati.


Secondo la banca d’affari americana entro il 2010 la capitalizzazione in quelli che oggi sono considerati Paesi emergenti riuscirà a superare la metà dei mercati mondiali con conseguenze inimmaginabili che stravolgerebbero l’attuale situazione dei mercati finanziari mondiali. Secondo Goldman Sachs, infatti, è probabile che entro il 2030 la più grande borsa mondiale non sarà più Wall Street ma Shangai, che arriverà addirittura a superare i 40 trilioni di dollari.

Questa rivoluzione, come ha evidenziato la banca d’affari, è già partita. Basti pensare che al momento gli asset under management di tutto il mondo ammontano a 80 trilioni di dollari, di cui il 6% è investito nelle azioni dei Paesi Emergenti, una quota destinata inevitabilmente a crescere.

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