Petrolio ancora sotto i 40 dollari

di Carlo Valuta Commenta

Nuovo calo dopo aprile. Ora il rischio è la deflazione.

Le quotazioni del petrolio sono calate per la prima volta dall’aprile scorso attestandosi sotto quota 40 dollari al barile. Il prezzo del Wti americano è scivolato, infatti, intorno ai 39,50 dollari, mentre quello del Brent si è tenuto al di sopra della soglia psicologica. Al momento, il mercato registra per il primo una risalita in area 39,80 dollari e per il secondo a 42,10 dollari.

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La debolezza è legata alle prospettive sempre meno incoraggianti per l’economia mondiale. Il Giappone ha varato ieri nuovi stimoli fiscali contro il rallentamento della sua crescita e il rischio deflazione, ma il piano del governo Abe è risultato inferiori alle speculazioni dei giorni scorsi.

Ad ogni modo, determinante per il prosieguo delle contrattazioni sarà il dato sulle scorte USA al termine della settimana scorsa, attese in calo dagli analisti, comprese stavolta anche quelle della benzina. E, però, restano di gran lunga sopra la media del periodo, a conferma che nemmeno la stagione estiva, caratterizzata da un aumento dei consumi di carburante, starebbe riducendo l’eccesso di offerta sul mercato americano.

La nuova ondata di ripiegamento delle quotazioni sui 40 dollari (gli analisti scommettono su una discesa fino ai 35 dollari) complica i piani del governatore della BCE, Mario Draghi, per fare risalire l’inflazione nell’Eurozona al target di quasi il 2% nel medio termine. A luglio, la crescita tendenziale dei prezzi nell’area è stata di appena lo 0,2%, ma in decisa risalita dal -0,2% toccato in aprile. In quel mese, l’economia europea risentiva del crollo dei prezzi energetici all’inizio dell’anno ai minimi dal 2003.

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