Birra, il settore è in crescita

di Carlo Valuta Commenta

Nei circoli finanziari il consolidamento che il comparto ha fatto registrare viene definito Megabrew e rischia di essere uno dei più importanti sconvolgimenti economici degli ultimi tempi.

Il settore mondiale della birra sta attraversando da anni un processo di consolidamento globale che secondo alcuni (non ultima la famiglia Lavazza che ne osserva le dinamiche per capire bene quelle dell’industria del caffé) sta facendo da apripista a quello che molto probabilmente accadrà in numerosi altri settori.

Il fenomeno ha un nome ben preciso, per tale ragione è opportuno approfondire le dinamiche di quanto sta accadendo. Soprattutto alla luce delle ultime acquisizioni e delle ultime cessioni, che non saranno sicuramente passate inosservate agli occhi dei più.

Nei circoli finanziari il consolidamento che il comparto ha fatto registrare viene definito Megabrew e rischia di essere uno dei più importanti sconvolgimenti economici degli ultimi tempi.

La birra è infatti una bevanda consumata in tutto il mondo (o quasi) e in questo quadro il suo comparto (realmente globale) ha conosciuto meno ostacoli nel processo di concentrazione rispetto ad altri settori (vista la difficoltà di arrivare a una reale posizione dominante). Il tutto in concomitanza con l’aumento dei consumi della bevanda nel mondo, dato che nel 2014 sono stati prodotti quasi 2 miliardi di ettolitri a livello mondiale, mentre i volumi nel 1998 erano soltanto di 1,3 miliardi. Si può far partire il processo di concentrazione nel 2004 quando l’americana Anheuser-Busch era il leader mondiale con l’8,5% di quota di mercato. Da allora prima la fusione tra la belga Interbrew e la brasiliana AmBev creò un nuovo leader (la InBev) con l’11% di quota di mercato e poi la successiva fusione nel 2008 tra la InBev e la Anheuser-Busch aprì le porte a un nuovo colosso, la Ab-Inbev, che nel 2014 raggiunse il 20% della quota di mercato mondiale.

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