British Petroleum scorporo attività Usa

di Alessandro Bombardieri 2

Con due entità distinte la trasparenza aumenterebbe...

E’ dal 20 aprile scorso, giorno in cui è iniziato il disastro ecologico della marea nera di British Petroleum nel Golfo del Messico, che analisti ed investitori si stanno interrogando sulle perdite in termini di denaro per la società, cercando di capire quanto sarà la perdita totale dell’azione del gruppo britannico.

Secondo molto la corsa alle vendite dei titoli Bp è stata troppo affrettata ed esagerata, anche se gli analisti di Unicredit (rating hold con target price a 420 pence), sono d’accordo sul dire che si stanno sottovalutano le implicazioni dell’incidente sul patrimonio di Bp.

Un analista ha dichiarato che Bp è una compagnia che sta progressivamente perdendo i punti distintivi del proprio modello di business e che ha serie difficoltà a perseguire i propri obiettivi di crescita, proprio per questi motivi Unicredit ritiene molto utile lo scorporo delle attività Usa, che sarebbe anche molto utile a generare valore.

Con due entità distinte la trasparenza aumenterebbe, così gli investitori potrebbero decidere in maniera più serena il destino del gruppo.

Unicredit attribuisce a Bp un valore di 102 miliardi di dollari.

La perdita netta del disastro ambientale è stimabile in 47 miliardi.

Anche per questo lo scorporo sarebbe utile, per mettere un tetto alle potenziali perdite e per svincolare il valore delle attività al di fuori degli Usa.

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