Economia Usa, occhi puntati su lavoro e inflazione

di Carlo Valuta Commenta

Il nuovo governatore della banca Centrale Americana ha chiarito che il suo interesse sarà focalizzato sul fronte del lavoro. Soprattutto il presidente della Fedeal Reserve Americana, ha ribadito che l’ormai conosciuta soglia del 6,5% non può essere ritenuta soddisfacente nel medio periodo in quanto è assolutamente necessario ripristinare quanto prima la piena occupazione, compito che naturalmente coinvolge e compete all’azione di Governo.Circa questo secondo punto, Yellen ha evidenziato come il target del 2% di inflazione sia verosimile a partire essenzialmente dal 2015 e che il suo livello ancora molto ridotto e con aspettative ancora tendenti ai livelli attuali in realtà rafforzino le attese circa un buon miglioramento sul fronte occupazionale.

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Sul terzo punto, quello senza dubbio più imminente, e cioè il tapering, Yellen ha confermato la linea della continuità rispetto alla politica monetaria dell’era Bernanke, di cui peraltro, e lo ha apertamente dichiarato, lei è stata attiva partecipe e promotrice.

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Il tapering, cioè la progressiva dismissione del Quantitative Easing 3, dovrebbe perciò continuare al ritmo attuale di 10 miliardi a meeting, mentre i tassi di interesse rimarranno bassi anche dopo che il tapering sarà completato e dunque il QE terminato. I contenuti, sopra brevemente descritti, hanno avuto un impatto significativo sulle Borse per la verità, in misura ben più consistente che sul dollaro americano. Riaffermata dunque, ancora, spiega Davide Marone di daily Fx, la strutturale debolezza di dollaro la quale naturalmente non è compensativa della forza dei listini che si sono avvicinati ai punti di massimo e che potrebbero vivere nuove ore di rafforzamento su quelle che ancora una volta sono state delle buone “rassicurazioni” affinchè il pricing delle azioni possa rimanere bullish da parte del più importante policy maker al mondo.

 

 

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