Fuori Groupama dal patto Mediobanca

di Carlo Valuta Commenta

 È riuscito a rinnovarsi veramente per poco il patto di Mediobanca scendendo dal 42% del capitale al 30%. Una riduzione del 12% dovuta alla disdetta di Groupama con un 4,9%, Fonsai per il 3,8%, Generali con il 2%, Italmobiliare per 1% e Marco Brunelli con lo 0,16%. Sotto la soglia del 30% l’accordo si scioglie in automatico e proprio questa decisione di Groupama ha rischiato seriamente di far scendere questa la quota sotto il fatidico 30%. La scelta dei Pesenti di vincolare 1,6% ha salvato il patto in questione. Un momento difficile per l’istituto che nello stesso mese di settembre Mediobanca chiude in rosso.

La decisione di Groupama di disdire la propria partecipazione è stata particolarmente delicata per il patto di Mediobanca, un patto che viene rinnovato solo se si riesce a riunire il 30% del capitale.  Come noto Groupama fa parte del gruppo degli azionisti C assieme a Vincent Bolloré che detiene il 6% di Mediobanca. Vincent Bolloré aveva fatto sapere nei giorni scorsi di essere pronto a gestire una situazione di questo tipo. Da adesso c’è tempo fine al mese di gennaio 2014 per far entrare investitori al posto di Groupama,

La parte esecutiva di Italmobiliare ha voluto salvaguardare quello che è il patto di Mediobanca. Questo salvataggio permette alla banca di avere stabilità, indirizzo direzionale e sostegno. Un sostegno che arriva in una fase molto delicata per Mediobanca. Infatti alcune fonti vicino a Mediobanca hanno spiegato che ci sarà la possibilità di valorizzare una parte della propria quota, quota dell’1%, per il riequilibrio nel settore bancario e per il sostegno delle attività strategiche. Sembra che, per via della quota dimezzata e per l’intreccio azionario che verrà sciolto prossimamente con piazzetta Cuccia che venderà 8,1%, il legame tra ‘istituto e il gruppo industriale sarà ridimensionato.

 

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