Social lending in Italia con prestiamoci.com

di Redazione 1

Il social lending è uno strumento pressocché sconosciuto in Italia ma molto utilizzato soprattutto in America e in altri paesi europei come..

Il social lending è uno strumento pressocché sconosciuto in Italia ma molto utilizzato soprattutto in America e in altri paesi europei come Regno Unito e Olanda, in poche parole si tratta di un sito internet attraverso il quale persone private possono diventare fruitori o prestatori di denaro a tassi agevolati.

In Italia lo stop a questo tipo di strumento era stato posto dalla Banca d’Italia nei confronti di Zopa e Coober, oggi invece ritorna sottoforma di Prestiamoci.com, posto sotto il controllo della società Agata e che dopo circa cinque mesi dal suo lancio vanta già ben 60 prestatori e 184 richiedenti.


In ogni caso gli iscritti al sito sono molti di più, circa 786, soprattutto perchè come canale pubblicitario per l’iniziativa sono stati scelti gli strumenti più utilizzati su internet, ossia i social network come Facebook, Twitter, YouTube, ecc.


Prestiamoci.com è dunque un modello di social lending rispettoso delle regolamentazioni poste dalla Banca d’Italia e che rappresenta il punto di partenza di un nuovo mercato destinato a crescere negli anni a venire. Per ora Prestiamoci.com consente di ottenere e finanziare prestiti della durata massima di 36 mesi, fino ad un importo massimo di 25.000 euro. In genere chi mette il denaro ottiene tassi di interesse che raggiungono anche il 7%, per la piattaforma il guadagno medio si aggira intorno al 2%.

Visto il successo di Prestiamoci.com anche Zopa e Coober sono pronti a tornare in pista, il primo aveva interrotto la sua attività perchè la Banca d’Italia aveva deciso di cancellare la società dall’albo degli intermediari finanziari per raccolta abusiva di risparmio, la società dopo lo stop ha continuato a gestire il regolare ripagamento dei prestiti ma nel frattempo sta lavorando ad un nuovo modello di business conforme alla regolamentazione imposta dalla Banca d’Italia, così come pure Boober che conta di ripristinare la sua attività entro breve.

Commenti (1)

  1. Ma con Coober forse si intendeva Boober?

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