Impregilo contesa da Gavio e Salini

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Impregilo, gruppo italiano attivo nel settore delle costruzioni, continua ad essere conteso da Gavio e Salini che ora sono alla ricerca delle deleghe di voto e dell'appoggio dei fondi esteri

Impregilo, gruppo italiano attivo nel settore delle costruzioni, continua ad essere conteso da Gavio e Salini che ora sono alla ricerca delle deleghe di voto in attesa dell’assembea degli azionisti del general contractor italiano prevista per il 28 maggio. Salini ha già fatto la prima mossa, annunciando la raccolta di adesioni dei soci di minoranza, e ora potrebbe essere seguito da Gavio. Secondo indiscrezioni di stampa la Argo Finanziaria, holding che controlla il gruppo Aurelia che a sua volta controlla il gruppo Gavio, potrebbe ricorrere alla sollecitazione.

La partita Salini-Gavio si sposta così sulla conta dei voti, in attesa del giorno decisivo previsto per il 12 luglio. A prescindere da chi vincerà l’assemblea, c’è da dire che la raccolta di deleghe di voto rappresenta una novità ed è la prima volta che un’azienda fa ricorso ad una sollecitazione in modo trasparente in base al Tuf. La prossima settimana Salini depositerà il prospetto della raccolta deleghe alla Consob e ciò consentirà di avere un quadro più preciso degli schieramenti.

â–º ASSEMBLEA AZIONISTI IMPREGILO IL 28 MAGGIO 2012

Considerando l’attuale quota di controllo in Impregilo di entrambi i contendenti (29% circa per tutti e due), l’unica strada da percorrere – tralasciando l’Opa che diventerebbe obbligatoria sopre le attuale quote di controllo – è quella dei voti. E non si tratta di una leva di poco conto, considerando che ce ne sono tanti in palio visto il flottante intorno al 40% e la presenza di numerosi investitori sia italiani che esteri.

â–º IMPREGILO VERSO NUOVO MODELLO DI GOVERNANCE

Al momento né Gavio né Salini hanno la forza di prevalere uno sull’altro, per cui dovranno necessariamente aggrapparsi all’appoggio dei fondi stranieri, come l’americana Amber che detiene il 5%. Intanto tra tre giorni c’è l’assemblea: si deciderà su una modifica dello statuto per garantire alle minoranze almeno tre posti nel cda.

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