primo piano di carlo maria guerci

La popolarità è uno strano fenomeno, incontrollabile e inspiegabile. Viviamo in un epoca in cui conosciamo i nomi di tutti i concorrenti dei reality ma conosciamo poco di persone che quotidianamente si impegnano per la crescita dell’economia e, quindi, per lo sviluppo del nostro Paese.

Ma forse sono queste stesse persone che vogliono che il loro nome non sia conosciuto, o meglio, non gliene importa nulla, perchè il loro mestiere lo hanno scelto per passione.

Ed è proprio per questo motivo, forse, che il nome di Carlo Maria Guerci è davvero difficile da ricordare.


La sua professione era quella di economista industriale, una definizione che però, per chi lo conosceva, appare davvero riduttiva.

Era consulente di alta direzione dei principali gruppi industriali italiani (tra cui la fiat), ma ha lavorato anche in ambito internazionale. E’ stato editorialista di Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, l’Espresso e Il Mondo. E’ stato anche presidente del Cesit, un centro studi sui sistemi di trasporto.
Le sue passioni, tra le varie, erano soprattutto la chimica, le auto e l’informatica.
Amava il suo lavoro e era attento a documentarsi bene su tutto ciò che ruotava intorna alle cose di cui si occupava.


Non era una persona che amava parlare di politica ma era sempre disponibile ad andare a Roma per consulenze ministeriali, per organizzare un convegno, una giornata di studio o un seminario. Ma nonostante questo non si faceva illusioni, semplicemente riteneva il suo consigliare come una parte integrante del suo essere uno studioso.

Una delle sue più celebri frasi è quella in cui dice: “Sono di quelli che amano andar per fabbriche, voglio vedere come nascono le cose, come si lavora, c’è sempre qualcosa da imparare”.
E’ morto all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia, lo scorso settembre.



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