Carlo Maria Guerci

di Stefania Russo 5

La popolarità è uno strano fenomeno, incontrollabile e inspiegabile. Viviamo in un epoca in cui conosciamo i nomi di..

La popolarità è uno strano fenomeno, incontrollabile e inspiegabile. Viviamo in un epoca in cui conosciamo i nomi di tutti i concorrenti dei reality ma conosciamo poco di persone che quotidianamente si impegnano per la crescita dell’economia e, quindi, per lo sviluppo del nostro Paese.

Ma forse sono queste stesse persone che vogliono che il loro nome non sia conosciuto, o meglio, non gliene importa nulla, perchè il loro mestiere lo hanno scelto per passione.

Ed è proprio per questo motivo, forse, che il nome di Carlo Maria Guerci è davvero difficile da ricordare.


La sua professione era quella di economista industriale, una definizione che però, per chi lo conosceva, appare davvero riduttiva.

Era consulente di alta direzione dei principali gruppi industriali italiani (tra cui la fiat), ma ha lavorato anche in ambito internazionale. E’ stato editorialista di Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, l’Espresso e Il Mondo. E’ stato anche presidente del Cesit, un centro studi sui sistemi di trasporto.
Le sue passioni, tra le varie, erano soprattutto la chimica, le auto e l’informatica.
Amava il suo lavoro e era attento a documentarsi bene su tutto ciò che ruotava intorna alle cose di cui si occupava.


Non era una persona che amava parlare di politica ma era sempre disponibile ad andare a Roma per consulenze ministeriali, per organizzare un convegno, una giornata di studio o un seminario. Ma nonostante questo non si faceva illusioni, semplicemente riteneva il suo consigliare come una parte integrante del suo essere uno studioso.

Una delle sue più celebri frasi è quella in cui dice: “Sono di quelli che amano andar per fabbriche, voglio vedere come nascono le cose, come si lavora, c’è sempre qualcosa da imparare”.
E’ morto all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia, lo scorso settembre.

Commenti (5)

  1. Un grande il Professor Guerci. Come dimenticare le sue lezioni piene di esempi chiari e facilmente comprensibili, tutti ambientati a Courmayeur, Cortina, Forte dei Marmi..
    Un professore che sapeva attirare l’attenzione dei giovani raccontando l’economia con una certa ilarità, sempre pronto a strappare risatine ai suoi studenti.
    Un professore speciale, con cui ho avuto l’onore di sostenere l’esame di economia politica all’Università Statale di Milano. Alle lezioni mi criticò spesso. All’esame mi diede 30 facendomi i complimenti per come avevo approfondito la materia. Fu lui, in realtà, a riuscire a farmela apprezzare.

  2. Stavo cercando il suo nome su internet, per curiosità, per vedere se aveva scritto qualcosa su questo momento particolare del mondo dell’economia..e purtroppo ho scoperto che non c’è più.
    Io non posso che associarmi al ricordo lasciato da riccardo, che magari senza saperlo era un mio compagno di corso, e non so perchè ma mi viene in mente una lezione in cui si lamentava del chiasso che vaceva un suo vicino di casa…J-Ax!!!
    Eri un grande, professore..
    buon riposo…

    Pietro

  3. Mi sono laureato con lui qualche anno fa. Era davvero uno spettacolo vivente. Lezioni appassionate e mai accademiche… c’era anche chi, nemmeno studente, veniva ad ascoltarlo per il gusto di sentirsi spiegare l’economia in maniera semplice ed efficace dentro un cinema (l’Ambasciatori a Milano) sempre stracolmo… Gli avevano chiesto di fare il ministro, così diceva a lezione, ma aveva sempre declinato l’invito perchè lui era un economista mica un politico

  4. Faccio parte del gruppo di individui che, saltuariamente, ascoltava le lezioni del Professor Guerci da “non corsista”. Grazie a Lui, alla sua capacita’ di comunicazione, nonche’ di semplificazione, grazie alla sua simpatia se voglaimo, ho sviluppato una particolare passione per l’analisi economica… passione, che fortunatamente ho trasformato in professione.. un caro saluto e un grazie sentito e sincero!

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