Hitachi rileva Ansaldo Breda e Ansaldo Sts

di Carlo Valuta Commenta

Finmeccanica conclude la storica cessione.

Finmeccanica cede le due Ansaldo. A comprare è il colosso giapponese Hitachi, il quale grazie a questa acquisizione rafforza la sua posizione nella produzione di vagoni e motrici ferroviario, sia per i treni sia per le metropolitane.

Grazie ad Ansaldo Breda sale come quota di mercato soprattutto in Europa, dove è già presente con uno stabilimento in Gran Bretagna. Mentre prendendo il controllo di Ansaldo Sts diventa uno dei leader a livello mondiale nel segnalamento ferroviario.

Finmeccanica e Hitachi avevano già raggiunto un accordo nel febbraio scorso, ma la chiusura dell’operazione è avvenuta soltanto oggi con la ratifica da parte del consiglio di amministrazione della società pubblica italiana, dopo il via libera da parte delle varie autorità antitrust, europee ma non solo. Ansaldo Sts è stata valutata 773 milioni (9,65 euro per azione contro una media degli ultimi sei mesi di 8,55 euro, secondo le quotazioni del febbraio scorso), mentre Ansaldo Breda, invece, è stata valutata 36 milioni, più i debiti.

Finmeccanica ha ceduto le sue controllate nel settore Trasporti in base al piano industriale presentato dall’amministratore delegato Mauro Moretti, l’ex numero uno delle Ferrovie chiamato dal governo Renzi al nuovo incarico. Dopo aver ipotizzato (e anche sostenuto in qualche dichiarazione ufficiale) che si sarebbe potuto costruire un più ampio conglomerato nei Trasporti, sfruttanto i nuovi investimenti nell’Alta Velocità ferroviaria, Moretti ha deciso di sacrificare le due Ansaldo per concentrarsi sulle società di Aviazione, Difesa e Sicurezza all’interno di Finmeccanica.

La cessione di Breda e Sts serviranno così a migliorare la posizione finanziaria: il debito netto scenderà di 600 milioni con una plusvalenza di 250 milioni. E questo dovrebbe liberare risorse per nuovi investimenti. Stessa sorte potrebbe coinvolgere la controllata americana Drs, il cui acquisto nel 2007 è all’origine di molti guai del gruppo Finmeccanica, a partire dall’eplosione del debito.

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