Azione di privatizzazione

di Francesco Di Cataldo 1

Il rimanente 51% dovrebbe invece rimanere in mano al Governo, come richiesto esplicitamente più volte..

 Nella lista delle prossime privatizzazioni che il Governo Berlusconi porterà avanti vengono confermati diversi nomi noti. Sembra oramai certo l’approdo in Borsa di Fincantieri, una delle società leader nel proprio settore a livello internazionale, il cui capitale dovrebbe parzialmente passare in mano a investitori privati. Ancora al centro di una serie di discussioni con i sindacati, le trattative con i rappresentanti dei lavoratori non dovrebbero tuttavia complicare eccessivamente i piani del Ministro dell’Economia sulla compagine societaria, destinata ad arrivare a Piazza Affari dove, con tutte le probabilità, verrà messo a disposizione solo il 49% del capitale a disposizione degli azionisti privati. Il rimanente 51% dovrebbe invece rimanere in mano al Governo, come richiesto esplicitamente più volte dagli stessi sindacati.

Oltre alla vicenda Fincantieri, dovrebbe subire uno sviluppo in termini di privatizzazione anche la vicenda Alitalia, sebbene occorrerà attendere sicuramente almeno qualche mese, al fine di consentire una rapida evoluzione della delicata situazione della compagnia aerea di bandiera. Alitalia, molto probabilmente, potrebbe raggiungere un accordo con AirOne grazie alla “sponsorizzazione” di Intesa Sanpaolo, recentemente nominata advisor con l’intento di preparare la piazza alla migliore intesa sottoscrivibile.



Alitalia e AirOne potrebbero generare una nuova maxi-compagnia in grado di sfruttare sinergicamente le rispettive caratteristiche, i cui effetti immediati sarebbero quelli di un taglio dei costi, specialmente legati a eccessive sovrapposizioni nelle rotte nazionali. L’affare Alitalia – AirOne non sarà di così facile conclusione, ma la strada pare essere quella giusta.

Infine, privatizzazione in vista anche per la compagnia di navigazione marittima Tirrenia, mentre sembra non ci sia spazio per la vendita di ulteriori quote in mano allo Stato di Eni, Enel e Finmeccanica.

Roberto Rais

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