Della Valle contro aumento di capitale Rcs

di ND82 Commenta

La famiglia Benetton e Diego Della Valle hanno manifestato l’intenzione di voler votare contro l’aumento di capitale da 600 milioni

Sale la tensione in casa RCS MediaGroup, il gruppo editoriale che controlla Il Corriere della Sera. Il consiglio di amministrazione del gruppo di via Rizzoli ha ricevuto due lettere dagli azionisti Diego Della Valle e la famiglia Benetton, dove veniva sottolineata l’intenzione di voler votare contro l’aumento di capitale da 600 milioni di euro che dovrebbe essere lanciato ufficialmente questaa estate. Le azioni Rcs hanno chiuso la scorsa ottava con un gain del 2,71%, ma restano ancora molto vicine ai livelli toccati la scorsa estate quando iniziò un clamoroso rally da 0,6€ a 2,99€.

Nell’ultima seduta di borsa il titolo Rcs ha perso il 2,75% a 0,759 euro. La famiglia Benetton, che possiede una quota del 5,1%, e Diego Della Valle, che ha in mano l’8,695%, sono entrambi azionisti fuori dal patto di sindacato che controlla il 58% del capitale del gruppo di via Rizzoli. Entrambi hanno manifestato l’intenzione di voler votare contro l’aumento di capitale da 600 milioni di euro, che partirà con la prima tranche di 400 milioni a giugno.

RCS PERDE PIU’ DI MEZZO MILIARDO NEL 2012

Il numero di azionisti contrari alla ricapitalizzazione continua ad aumentare, anche se finora siamo ancora “solo” al 14% del capitale. Resta da valutare la posizione della famiglia Merloni, che ha il 2% ma nel patto di sindacato. In precedenza i Merloni avevano dichiarato di non essere favorevoli all’aumento di capitale. E’ scettica anche la famiglia Pesenti, che controlla il 7,747% del capitale.

RCS: AUMENTO DI CAPITALE FINO A 600 MILIONI

Resta da chiarire la posizione del primo singolo azionista, ovvero Giuseppe Rotelli, che controlla il 16,55% di Rcs. In questo caso la riserva non è stata ancora sciolta, ma anche Rotelli potrebbe decidere di non aderire. Gran parte del sindacato di blocco è già favorevole alla ricapitalizzazione, avallata dalle banche creditrici. Il consorzio di garanzia è pronto a sottoscrivere fino al 41,7% dell’aumento.

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