Hal Holding diventa azionista di maggioranza di Safilo

di Redazione 2

Nella giornata di ieri il consiglio di amministrazione di Safilo ha approvato un piano di ricapitalizzazione della società che prevede un aumento di capitale riservato a Hal Holding..

Nella giornata di ieri il consiglio di amministrazione di Safilo ha approvato un piano di ricapitalizzazione della società che prevede un aumento di capitale riservato a Hal Holding, già azionista di Safilo e che a seguito di questa operazione accrescerà la sua partecipazione ad una quota compresa tra il 37,23 e il 49,99%, diventando così il socio di maggioranza della società.

L’operazione, che garantirà a Safilo un afflusso di capitali per un ammontare di circa 283 milioni, è subordinata all’acquisto da parte di Hal di almeno il 60% delle obbligazioni con scadenza 2013, nonchè alla cessione, sempre ad Hal Holding, di alcune delle catene di vendita che al momento sono in perdita.


L’accordo tra Safilo e Hal Holding, che è stato raggiunto dopo una lunga trattativa tra le due società, prevede due diverse tappe. Per prima cosa, infatti, ci sarà un aumento di capitale riservato pari al 10% del capitale sociale per un importo si aggira intorno ai 50 milioni di euro, successivamente ci sarà poi il lancio di un aumento di capitale sul mercato di un ammontare che si aggira intorno ai 250 milioni di euro e che sarà garantito da Hal Holding e dalle due banche creditrici Intesa Sanpaolo e Unicredit.


Safilo destinerà l’afflusso di capitale derivante da questa operazione al rimborso parziale dell’attuale indebitamento finanziario e al rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria.

Oltre ad aver approvato il piano di ricapitalizzazione ieri il consiglio di amministrazione di Safilo ha anche approvato i risultati preliminari di fine settembre che vedono per il terzo trimestre 2009 un Ebitda di circa 3,5 milioni, rispetto ai 16,7 milioni del 2008, un fatturato che si aggira intorno a 213 milioni circa e un indebitamento di circa 590 milioni.

I dati, quindi, evidenziano dei risultati ancora molto deboli conseguenti alle attuali condizioni di mercato che appaiono ancora estremamente incerte. Le cose poi non sembrano migliorare visto che nelle prime due settimane di ottobre gli ordinativi sono stati inferiori del 12,5% rispetto a quelli dello stesso periodo del 2008.

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