Bancari, raggiunto l’accordo per il nuovo contratto

di Carlo Valuta Commenta

Abi e Sindacati hanno raggiunto l'intesa all'alba.

A seguito degli scioperi, degli abbandoni e dei ‘ritorni di fiamma’, nonché delle minacce di rotture definitive, finalmente è giunto l’accordo nelle banche italiane per il nuovo contratto riguardante i bancari.

L’intesa è stata raggiunta all’alba tra l’Abi, l’Associazione delle banche italiane, e i sindacati sul rinnovo del contratto dei 309 mila bancari. L’intesa contempla l’allungamento a quattro anni, fino al 2018, del periodo di valenza contrattuale e incrementi economici per 85 euro (per altrogli stessi spuntati dai commercianti).

Nello specifico, si tratta di una media a regime che prevede tre tranche: 1 ottobre 2016 (25 euro), 1 ottobre 2017 (30 euro), 1 ottobre 2018 (30 euro).

Ecco come sono andate le trattative.

I sindacati ottengono il mantenimento dell’area contrattuale, degli scatti e degli inquadramenti; le banche un ricalcolo del Tfr meno oneroso e la fungibilità all’interno delle aree professionali e all’interno dei quadri direttivi (cioè la possibilità di attribuire mansioni di inquadramenti diversi). Il salario d’ingresso per i giovani bancari cresce dell’8% riducendo la penalizzazione dal 18 al 10 per cento. Si conferma la contribuzione aziendale sulla previdenza integrativa al 4%. Il fondo per l’occupazione interverrà anche per sostenere la rioccupazione dei lavoratori che fino ad oggi potevano contare solo sul fondo emergenziale.

Poiché il comparto bancario è al centro di pesanti ristrutturazioni, in corso o in arrivo (basti pensare alle possibili aggregazioni dopo la riforma delle Popolari), nel nuovo accordo si prevede il mantenimento delle condizioni contrattuali attuali per i lavoratori che confluiranno in nuove società a seguito di processi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale, oppure in casi di cessioni individuali e collettive dei contratti di lavoro, senza che venga, quindi, applicato loro il nuovo contratto a tutele crescenti. Viene poi istituita una piattaforma per l’occupabilità dei lavoratori bancari che hanno perso il posto; in caso di nuove assunzioni poi, le banche valuteranno prioritariamente le posizioni dei dipendenti confluiti nel Fondo emergenziale.

 

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