Banche italiane fanno muro sulle disposizioni dell’Eba

di Redazione Commenta

Ad essere maggiormente penalizzate sono le banche che come attività core esercitano quella di finanziamento dell’economia reale.

La revisione delle regole in materia di requisiti di patrimonializzazione delle banche, che saranno più stringenti, deve essere effettuata tenendo conto di quello che è il peggioramento del ciclo economico. A farlo presente è stata l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, per voce del suo Direttore Generale, Giovanni Sabatini, durante un incontro nel corso del quale è stato fatto il punto della situazione in merito all’entrata in vigore dei nuovi regolamenti di Basilea3.

Nel dettaglio, l’ABI non condivide nel metodo quello che è l’approccio dell’Eba in quanto non c’è stata una consultazione preventiva, e neanche un’analisi di impatto; l’Associazione, inoltre, ha una posizione critica sull’approccio dell’Eba anche nel merito in quanto per le banche il problema attuale è quello della liquidità.



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Lo scenario attuale è tale che ad essere maggiormente penalizzate sono le banche che come attività core esercitano quella di finanziamento dell’economia reale; quelle stesse banche che, in virtù di un business meno rischioso, avevano retto meglio alla crisi finanziaria del 2008. L’Associazione Bancaria Italiana, tra l’altro, nel nostro Paese sta lavorando a stretto contatto con il mondo imprenditoriale per mitigare l’impatto di nuove regole, più stringenti, che possono incidere sulla crescita e sullo sviluppo.

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E’ il caso dei nuovi termini, da 180 a 90 giorni, fissati per i cosiddetti “Past Due“, ovverosia gli sconfinamenti bancari; al riguardo proprio l’ABI nei giorni scorsi ha siglato un apposito accordo con le principali Associazioni del mondo imprenditoriale al fine di mitigare l’impatto dei nuovi termini ridotti per la segnalazione degli sconfinamenti bancari che entreranno in vigore dall’1 gennaio del 2012.

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