Banche sotto accusa: le multe per le operazioni di trading ambigue

di Carlo Valuta Commenta

La Sec Usa, l’Autorità che controlla i mercati finanziari equivalente alla Consob italiana, ha multato Credit Suisse e Barcley's sulle “dark pool”.

Operazioni di trading ambigue e progetti di austerity per affrontare un mercato finanziario sempre più volatile. Non si fermano i problemi per le banche, che di sicuro molte volte danno l’impressione di infilarsi da sole in vicoli ciechi, i quali costringono l’autorità a intervenire con maggior vigore per far rispettare i principi della trasparenza e della sicurezza del mercato finanziario: come se la crisi finanziaria e i suoi eccessi fossero già diventati un ricordo lontano.


La Sec Usa, l’Autorità che controlla i mercati finanziari equivalente alla Consob italiana, ha multato Credit Suisse e Barcley’s sulle “dark pool”, le borse ultraveloci in cui gli operatori si scambiano azioni senza dover rendere pubblico il prezzo e le quantità che passano di mano. Sono proprio “vasche oscure” studiate per le grosse operazioni di trading al buio, un modo che garantisce l’anonimato, anche se l’opacità di questi scambi ha introdotto un’alta volatilità sui mercati, provocando spesso l’intervento delle autorità inquirenti.

Barclays ha ammesso le scorrettezze e pagherà settanta milioni di dollari, mentre Credit Suisse pagherà 84,3 milioni di dollari. In un comunicato, la Commissione informa che si tratta delle penalità più elevate mai ordinate in inchieste concernenti le attività di brokeraggio alternative.

Nello specifico, l’istituto svizzero ha accettato di pagare una multa di 30 milioni di dollari alla Sec, altri 30 milioni all’Ufficio del procuratore generale di New York e ulteriori 24,3 milioni per altri motivi alla stessa alla Sec, per un totale di 84,3 milioni di dollari. L’indagine ha avuto per oggetto il livello di trasparenza delle banche verso i propri clienti, conducendo all’accordo con gli istituti di credito.
 

 

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