Le banche italiane non investono in titoli tossici

di Redazione Commenta

Mario Draghi, governato di Bankitalia, ha spiegato che le banche italiane negli ultimi 3/4 anni hanno gestito situazioni di fusione..

In un convegno a Berlino Mario Draghi ha spiegato il perchè nessuna banca italiana ha dichiarato fallimento e perchè nessuna banca è stata nazionalizzata come è avvenuto in molti altri paesi anche dell’Unione Europea. Come sappiamo, questa situazione di crisi è avvenuta principalmente per i mutui subprime e per i titoli tossici che sono stati creati di conseguenza dalla banche americane.

Mario Draghi, governato di Bankitalia, ha spiegato che le banche italiane negli ultimi 3/4 anni hanno gestito situazioni di fusione e di cambi manager che hanno di fatto aiutato a non farsi distrarre dalle proposte provenienti oltre oceano.


Oltre a questo, già in passato le banche italiane avevano provato a investire nel mercato americano con pessime conseguenze ed è per questo che ora si guarda il mercato oltre oceano con maggiore diffidenza e questo fattore ha regalato una sorta di protezione che ha salvaguardato il capitale.

Non avendo quindi clienti americani, le banche italiane non hanno sentito la necessità di proporre alti tassi di investimento poichè la concorrenza europea non lo prevedeva.


Draghi spiega che il 70% e passa dei finanziamenti promossi dalle banche italiane è realizzato dal mercato al dettaglio e quindi molto meno rischioso rispetto ad altri tipi di finanziamento. Quello che rende forti le banche italiane è il fatto che il formato della maggior parte dei prestiti erogati è di piccole e medie dimensioni e che pertanto non incide sul fattore di rischio.

Le banche italiane, grazie anche ad una legislatura che glielo permette, hanno sempre mantenuto un atteggiamento aggressivo verso chiunque e le garanzie sono sempre a proprio favore.

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