Titoli di Stato crescono nei portafogli delle banche

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Nei portafogli delle istituzioni finanziarie lo stock di titoli di Stato posseduti ha raggiunto in controvalore quota 822 miliardi di euro rispetto a 695 miliardi di un anno prima.

In Italia gli istituti di credito dovrebbero fare il loro mestiere che è rappresentato dal concedere il credito alle famiglie ed alle imprese sulla base di criteri di merito. Questo è quanto, tra l’altro, hanno ribadito congiuntamente l’Adusbef e la Federconsumatori nel rilevare, invece, che negli ultimi mesi le banche in Italia hanno preferito fare profitti a colpo sicuro acquistando i titoli di Stato attraverso i prestiti a tasso accomodante concessi dalla Banca centrale europea (Bce).



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Nei portafogli delle istituzioni finanziarie lo stock di titoli di Stato posseduti, dai Bot ai Btp e passando per i CCTeu ed i Ctz, ha raggiunto in controvalore quota 822 miliardi di euro rispetto a 695 miliardi di euro di un anno prima. Questo significa che, approfittando del progressivo calo dello spread Btp-Bund, le banche hanno guadagnato senza assumersi sostanzialmente alcun rischio d’impresa mentre le famiglie annaspano nel poter ottenere mutui e prestiti. Anzi, sottolineano altresì i Presidenti delle due Associazioni, le banche il credito concesso se lo fanno pagare caro a partire dai mutui sui quali gli spread medi applicati sono i più alti d’Europa.

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Di conseguenza, rivolgendosi al Governo, l’Adusbef e la Federconsumatori chiedono che venga prestata maggiore attenzione per la clientela bancaria evitando che questa venga zavorrata da una spesa per interessi oltre il dovuto e, nel complesso, da commissioni e spese per i servizi bancari frutto del fatto che, secondo le due Associazioni, le banche in Italia sono sostanzialmente al riparo dalla concorrenza.

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