Trimestrale BNP Paribas e Barclays

di Verna Vito Commenta

La banca francese BNP Paribas e quella inglese Barclays hanno pubblicato oggi i propri bilanci trimestrali 2011.

Nonostante agosto sia il mese per antonomasia dedicato alle vacanze, due delle principali banche europee, ovverosia BNP Paribas e Barclays (rispettivamente francese ed inglese) sono comunque al lavoro e hanno pubblicato, proprio oggi, i propri bilanci trimestrali che, in entrambi i casi, possono veramente far felici gli investitori nonché i risparmiatori che hanno scelto di affidarsi alla solidità di questi due gruppi, considerati dalle agenzie di rating quali i più concreti in Europa.

BNP PARIBAS


Il gruppo francese, nonostante abbia fatto segnalare un consistente aumento dell’utile (+1,1%) a quota 2,12 miliardi di euro, è stata penalizzata dall’accantonamento dei circa 600 milioni (534) in favore della Grecia, che hanno, in parte, arrestato la crescita del gruppo che non è purtroppo riuscitra a collezionare il +2,2% previsto dagli analisti alla vigilia.

Il margine di intermediazione, invece, è calato a circa 10,98 miliardi (-1,7%)  facendo segnale un calo complessivo, relativamente al primo semestre 2011, dello 0,2% (22,66 miliardi).

In aumento dell’8,1% i ricavi, assestatisi sulla cifra record di 4,74 miliardi di euro.

BARCLAYS

I ricavi di Barclays, come dichiarato in una nota rilasciata proprio stamane, hanno fatto registrare aumenti dell’8,16% (da 4,9 a 5,3 miliardi di dollari) nonostante le entrate derivanti da materie prime, fixed income e valute estere siano notevolmente calate assestandosi a 2,77 miliardi di dollari dai precedenti 3,6 (-23%).

Il momento di crisi che stanno attraversando le principali banche europee, però, si è fatto sentire anche sulla prestigiosa banca inglese.

Barclays, infatti, sopratutto a causa dei minori introiti derivanti dalla decisa revisione al ribasso delle operazioni di investment banking e concessione dei mutui, ha subito un’ingentissima perdita dei profitti netti (-38%), dei profitti al lordo delle tasse (-9% a 3,76 miliardi di dollari) e dei redditi netti (-1,55 miliardi di dollari).

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