Unicredit cede il 20 per cento di Fineco Bank

di Carlo Valuta Commenta

Il gruppo Unicredit manterrà comunque il 35 per cento del capitale e si impegnerà a non vendere azioni per un anno. Ma gli analisti sono un po' scettici sui possibili effetti di questa cessione.

Ancora novità nel settore delle banche italiane. Ad essere protagonisti di una nuova storia a Piazza Affari in questi giorni sono una delle più grandi banche italiane ed europee, Unicredit, e la sua costola online, Fineco Bank, che si caratterizza come banca di investimenti dedicata al trading. 

I riflettori dei media sono stati puntati su Unicredit a ragione di una delle sue ultime azioni di bilancio: la cessione di una quota della banca online, di cui la casa madre ha messo in vendita il 20 per cento. Ma perché uno dei più grandi gruppi bancari italiani, insieme ad Intesa Sanpaolo, ha di recente ceduto il 20 per cento di Fineco Bank?

fineco

Il settore bancario continua ancora ad essere perplesso in merito a questa iniziativa, così come Piazza Affari, dove il ramo online del grande istituto è stato ben comprato da investitori istituzionali per 552 milioni di euro. Il prezzo di chiusura dell’affare ha incorporato però anche uno sconto del 5 per cento sul prezzo di chiusura.

Il gruppo Unicredit manterrà comunque il 35 per cento del capitale e si impegnerà a non vendere le azioni per un anno. Ma gli analisti sono un po’ scettici sui possibili effetti di questa cessione, in particolare sulla decisione di non vendere altri titoli del gruppo per un anno intero.

Ma perché questa cessione, anche se ben comprata? La cessione dei titoli della banca online è stata realizzata secondo alcune fonti per colmare quel gap di bilancio che arriverebbe ora al 14 per cento nei prossimi tre anni, con una rimanenza di soli 5 miliardi di euro. 

Secondo altri analisti, invece, l’operazione su Fineco Bank è sembrata piuttosto strana, perché la quota è stata venduta ad un prezzo inferiore del 25 per cento rispetto al 10 per cento ceduto a luglio. Si sospetta allora che la grande banca abbia dovuto trovare in fretta una fonte di capitale forse per restare compatibile con la vigente normativa Srep.

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