Rcs perde più di mezzo miliardo nel 2012

di ND82 Commenta

RCS MediaGroup ha perso più di mezzo miliardo lo scorso anno, a causa soprattutto di importanti svalutazioni in bilancio. In borsa il titolo Rcs continua ad arrancare sotto quota 1 euro e venerdì ha chiuso la seduta con un rialzo dell’1,17% a 0,862 euro

 RCS MediaGroup ha perso più di mezzo miliardo lo scorso anno, a causa soprattutto di importanti svalutazioni in bilancio. In borsa il titolo Rcs continua ad arrancare sotto quota 1 euro e venerdì ha chiuso la seduta con un rialzo dell’1,17% a 0,862 euro. Il gruppo editoriale di via Rizzoli, che controlla Il Corriere della Sera, ha chiuso il 2012 con una perdita di 509,3 milioni di euro. A pesare sul risultato netto del gruppo sono state le pesanti svalutazioni per 435,1 milioni, legate soprattutto a Unidad Editorial.

L’impairment test dell’asset spagnolo ha provocato un rosso da 402,9 milioni di euro. Il risultato è peeggiore delle stime di consenso, visto che solo qualche settimana fa ci si aspettava un rosso in bilancio appena superiore a 400 milioni di euro. In virtù di questo dato, la società editoriale ha deciso di rinviare ancora l’assemblea straordinaria che dovrà essere chiamata per approvare il lancio della prima tranche di 400 milioni dell’aumento di capitale.

RCS: AUMENTO DI CAPITALE FINO A 600 MILIONI

La data sarà quindi decisa dal consiglio di amministrazione, che si riunirà il prossimo 28 aprile per approvare i risultati del primo trimestre del 2013. Tra l’altro anche questo primo scorcio d’anno sarà chiuso in forte perdita. La ricapitalizzazione di 600 milioni avrà inizio a luglio con la prima tranche di 400 milioni. Chi non sottosscriverà l’aumento di vedrà diluire la propria quota fino all’80%.

RCS SMENTISCE TRATTATIVE CON AXEL SPRINGER

Finora hanno detto sì all’aumento Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Fiat, Pirelli & C, Edison, Mittel e FondiariaSai. I Pesenti, che controllano il 7,747%, non parteciperanno. Paolo Merloni, che rappresenta il 2% della Merloni Invest, si è dimesso. Non parteciperanno nemmeno i Benetton (5,1%). In bilico la posizione dei grandi singoli soci, ovvero Giuseppe Rotelli (16,55%) e Diego Della Valle (8,695%).

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