Samurai Bond tornano nel mercato finanziario

di Francesco Di Cataldo Commenta

Il samurai bond è nient'altro che un titolo pluriennale emesso in yen e contrattato presso la borsa di Tokyo, emesso però da una realtà..

Contrariamente a quanto possiamo continuamente osservare nell’ambito del mercato europeo e statunitense, ripetutamente messi seriamente alle strette dalla crisi economica e finanziaria, dalle sconfortanti notizie macroeconomiche, dalle continue viste al ribasso di taluni paesi PIIGGS (Irlanda, Grecia e Portogallo) i cui titoli di stato sono ormai visti come spazzatura, il mercato giapponese sta vivendo una fase piuttosto florida, come dimostrato dal tornare in auge di un particolare tipo di fondo obbligazionario, denominato samurai bond.

Il samurai bond è nient’altro che un titolo pluriennale emesso in yen e contrattato presso la borsa di Tokyo, emesso però da una realtà istituzionale o industriale che non è appartenente al paese nipponico.



Questa modalità, scelta da moltissime entità orientali (Eximbank, National Australia Bank e Korea Gas) ma non solo (Repubblica di Polonia) ha il vantaggio di consentire all’ente emittente di capitalizzare velocemente e a bassissimo prezzo, avvantaggiate dal favorevole cambio USD/YEN.

I due casi particolari, comunque, che vogliamo segnalarvi, sono quello australiano e polacco, poiché segnano entrambe, una prima volta, nell’ambito di questa particolare forma di investimento.

La National Australia Bank, infatti, che ha avuto l’ardire di collocare bond decennali dal valore complessivo di 80 miliardi di yen (circa 1 miliardo di dollari secondo il cambio attuale), è la prima istituzione finanziaria non giapponese a piazzare sulla piazza nipponica una così ingente quantità di obbligazioni scambiate in yen.

La Polonia, invece, che già più volte ha approfittato del cambio favorevole per effettuare operazioni finanziarie nella terra del Sol Levante, è il primo stato estero ad aver offerto (per un valore totale di 25 miliardi di yen con rendimento aell’1,25%) bond alla clientela retail, proponendosi, così, ai singoli risparmiatori che, fino ad ora, avrebbero risposto secondo le attese.

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