Conseguenze crisi Egitto su Piazza Affari

by Redazione 1

Le turbolenze politiche dell'Egitto non devono spaventare gli investitori. E' questa, in sostanza, l'idea che accomuna la stragrande maggioranza..

Le turbolenze politiche dell’Egitto non devono spaventare gli investitori. E’ questa, in sostanza, l’idea che accomuna la stragrande maggioranza degli analisti, concordi nel ritenere che la crisi egiziana non avrà grosse ripercussioni sull’andamento delle quotazioni a Piazza Affari.

A dimostrarlo è soprattutto il fatto che le perdite registrate dalle quotazioni delle società con maggiore esposizione nel paese africano sono state colmate in brevissimo tempo.


L’esempio più eclatante a riguardo è quello di Italcementi, che durante i primi giorni successivi allo scoppio della crisi aveva registrato un pesante calo, aggravato ulteriormente dalla notizia della sospensione della produzione in Egitto. Stessa cosa anche per Buzzi Unicem, la cui quotazione attuale, dopo i timori iniziali, supera addirittura i livelli antecedenti all’inizio della crisi egiziana. Secondo gli esperti, in particolare, nel caso del settore del cemento i timori non sono legati alle turbolenze avvenute al Cairo ma all’incertezza e alla sfiducia del mercato verso questo settore. Non c’è da temere neanche per Intesa Sanpaolo, che in Egitto detiene il controllo della Banca di Alessandria.

Per ora, dunque, non ci sono grossi pericoli, tuttavia gli occhi degli esperti sono soprattutto puntati sul futuro, in quanto sono tante le aziende italiane che potrebbero risentire della crisi egiziana qualora questa dovesse protrarsi oltre le attese. Tra queste figurano Extor, che tramite Alpitour è presente con diverse strutture; Eni, che occupa una posizione da leadership nella produzione di gas; Pirelli, che in Egitto produce circa un milione di gomme all’anno.

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