Le Borse europee volano nel giorno del Referendum

di Carlo Valuta Commenta

Milano ha segnato un +3,71% a 17.966 punti, seguito da Londra (+1,23%), Parigi (+1,96%), Francoforte (+1,85%) e Madrid (+2,11%).

Nel giorno del referendum che sta chiamando i cittadini britannici a decidere se restare all’interno dell’Unione europea o continuare il loro cammino da soli, i mercati finanziari hanno scommesso sul fronte conservatore chiudendo tutti in sostanziale rialzo.

Borsa

Milano ha segnato un +3,71% a 17.966 punti, seguito da Londra (+1,23%), Parigi (+1,96%), Francoforte (+1,85%) e Madrid (+2,11%).

L’ottimismo degli investitori è stato nutrito nel corso della giornata dai risultati di sondaggi e dalle opinioni dei bookmakers. Ultima tra questi è stata l’indagine condotta da Ipsos Mori, dalla quale è emerso un vantaggio del “remain” nei confronti del “leave”, parti che si sono fermate rispettivamente al 52% e al 48%.

A Piazza Affari in evidenza il comparto bancario trainato da Ubi Banca (+9,92%). A seguire Unicredit (+7,24%), Mediobanca (+6,23%), Bpm (+5,64%), Banco Popolare (+6,47%), Intesa Sanpaolo (+4,93%), Mps (+3,92%) e Bper (+7,67%). Nel settore finanziario positivi anche Exor (+5,87%), Azimut (+3,29%), Unipol (+7,75%) e Unipolsai (+4,26%), questi ultimi in rialzo nonostante il taglio del target price inferto da Banca Imi. Nel dettaglio, il broker ha portato il prezzo obiettivo su Unipol da 4,6 a 3,8 euro (rating buy) e su Unipolsai da 2,1 a 1,7 euro (rating hold).

Molto bene il comparto degli industriali con Cnh (+4,33%), Prysmian (+3,24%), Leonardo-Finmeccanica (+3,35%), Salini Impregilo (+3,47%) e Ferrari (+2,66%). In consistente rialzo anche Atlantia (+3,82%), su cui Berenberg ha avviato la copertura con rating buy e target price a 31 euro, e Fca (+2,02%). In controtendenza Fincantieri (-0,50%).

Tra i media, bene Mediaset (+5,54%), con gli analisti di Kepler Cheuvreux che hanno confermato le aspettative sul titolo ribadendo il rating buy e il target price a 5 euro, alla luce della solida posizione del gruppo all’interno del mercato pubblicitario italiano, del quale detiene il 30% delle quote, e visto il momentum positivo di quest’ultimo dopo quattro anni di contrazione. Secondo il broker, dopo l’uscita dal business della pay TV la raccolta pubblicitaria è tornata ad essere il punto chiave. Due sono i fattori catalizzanti nel breve futuro: la raccolta e i risultati relativi al secondo trimestre di esercizio, che sono attesi per il 28 luglio, e lo sviluppo della collaborazione con Vivendi.

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