Raccolta fondi comuni nuovamente positiva a Maggio

di Carlo Valuta Commenta

Nel frattempo le gestioni retail, che ad aprile avevano ottenuto 62 milioni nel mese scorso, sono finite in rosso (-256 milioni). I fondi chiusi invece hanno registrato un rosso per 46 milioni (+16 milioni ad aprile).

La raccolta dei fondi comuni è tornata nuovamente in territorio positivo a Maggio. Pertanto, il saldo totale dei flussi dell’industria del risparmio gestito è salito a 3,17 miliardi di euro dai 2,4 miliardi ottenuti nel mese di aprile.

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In base ai dati della mappa mensile di Assogestioni, il mese scorso gli aperti hanno guadagnato 2,4 miliardi dopo il rosso per 1 miliardo di aprile.

Il risultato in crescita dei fondi comuni ha compensato la frenata della raccolta delle gestioni di portafoglio, che hanno chiuso maggio con flussi per 805 milioni a fronte dei 3,4 miliardi di aprile a causa del rallentamento delle gestioni istituzionali, passate da 3,4 miliardi a 1 miliardo. Nel frattempo le gestioni retail, che ad aprile avevano ottenuto 62 milioni nel mese scorso, sono finite in rosso (-256 milioni). I fondi chiusi invece hanno registrato un rosso per 46 milioni (+16 milioni ad aprile).

Considerando l’effetto combinato della raccolta e della rivalutazione degli asset in portafoglio, l’industria dell’asset management ha archiviato maggio con un patrimonio gestito che è salito al massimo storico di 1.872 miliardi di euro, di cui 856 miliardi (il 45,8%) fanno capo ai fondi aperti, il 2,6% ai fondi chiusi (49,2 miliardi) e il 51,6% alle gestioni di portafoglio (966 miliardi tra gestioni retail per 122,2 miliardi e gestioni istituzionali per 843,8 miliardi). Sul fronte delle singole categorie dei fondi aperti, maggio ha confermato la tendenza di aprile con l’eccezione degli azionari: la loro raccolta è finita in rosso (-569 milioni) dopo i 277 milioni del mese precedente. Non è un caso, perché nel corso di maggio le borse sono entrate in tensione in vista del referendum in Gran Bretagna sulla permanenza dell’Ue in corso oggi.

I flessibili sono rimasti la specializzazione più gettonata con 1,7 miliardi dai 2 miliardi di aprile, seguiti dagli obbligazionari a quota 1,3 miliardi a fronte degli 1,2 miliardi del mese precedente.

 

 

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