Da luglio aumenterà la tassa sulle rendite finanziarie

di Carlo Valuta Commenta

Tra le misure contenute nel Def 2014 appena approvato dal Consiglio dei Ministri c’è l’ok all’aumento dell’aliquota della tassazione sulle rendite finanziarie che andrà dal 20 al 26% partendo dal prossimo mese di luglio.

Quindi, se sui titoli di Stato (Bot e Btp) si continuerà a pagare il 12,5%, su azioni, obbligazioni, conti, la tassa sulle rendite finanziarie, in altre parole sugli interessi e sui guadagni in conto capitale, salirà dal 20 a 26%, probabilmente già dal primo maggio. È un aumento molto criticato ma che effettivamente allinea l’Italia al resto d’Europa dove l’aliquota è al 25%. Ma di diverso dagli altri paesi europei, c’è che in Italia già si paga una mini patrimoniale che dal primo gennaio è salita allo 0,2%.

Tasse rendite finanziarie troppo basse in Italia

Ed è dietro questa mini patrimoniale che si nasconde il problema del reale rialzo delle tasse sulle rendite finanziarie, perché, se, portare l’aliquota al 26% non è una cosa negativa considerando che in Europa viene già applicata, quello che rappresenta in totale un salasso è che all’aumento dell’aliquota al 26% bisogna bisogna quell’ulteriore spesa dello 0,2% della mini patrimoniale sui prodotti finanziari.

Conti deposito remunerati più vantaggiosi

Il Def prevede per il 2014 una crescita del Pil, pari allo 0,8%, lievemente più bassa di quella stimata dal governo Letta, lievemente più alta di quella fissata dalle principali organizzazioni internazionali. Per il rapporto tra il deficit e il Pil, si indica il 2,6%. Stando al documento del governo l’economia italiana è ancora ‘fragile e i risultati della manovra per la crescita si vedranno nei prossimi due-tre anni’.

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