Snam e Terna bocciate da Deutsche Bank

di ND82 Commenta

Giornata negativa quella di ieri per le principali utility italiane. A pesare sul settore è stata la bocciatura arrivata da Deutsche Bank su Snam e Terna. La banca d’affari tedesca ha deciso di abbassare il rating su entrambi i titoli a “hold”

 Giornata negativa quella di ieri per le principali utility italiane. A pesare sul settore è stata la bocciatura arrivata da Deutsche Bank su Snam e Terna. La banca d’affari tedesca ha deciso di abbassare il rating su entrambi i titoli a “hold” (tenere in portfolio) da “buy” (comprare). Snam ha chiuso la seduta con una flessione dell’1,85% a 3,504 euro, scendendo sui minimi degli ultimi dieci giorni. Male anche Terna, che ha chiuso la sessione di borsa con un calo dell’1,76% a 3,016 euro.

Deutsche Bank ha anche ridotto il prezzo obiettivo sia di Snam che di Terna. Nel primo caso il target price è stato limato a 3,8 euro dalla precedente valutazione di 4 euro, mentre nel secondo caso la banca tedesca ha abbassato il target a 3 euro da 3,3 euro. Secondo gli analisti di Deutsche Bank c’è troppa incertezza sul fronte normativo e politico.

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Per quanto riguarda Snam, la società dovrò affrontare la revisione della distribuzione e dei trasporti, che impattano per l’85% sugli asset totali. Gli esperti della banca d’affari ritengono che un’eventuale acquisizione al di fuori dei confini nazionali, come ipotizzata dal management, potrebbe avere un impatto negativo sul bilancio. Deutsche Bank apprezza, invece, il nuovo piano industriale di Terna ma evidenzia anche i possibili rischi legati ai ritardi nell’esecuzione del piano di investimenti a causa di una mancata autorizzazione.

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Deutsche Bank teme eventuali sfavorevoli modifiche normative, senza dimenticare il proseguimento della congiuntura economica sfavorevole per l’Italia nei prossimi mesi. La banca tedesca ha poi confermato il rating “hold” su Enel, aumentando leggermente il target a 3,3 euro da 3 euro. La banca ha rivisto al rialzo anche il prezzo obiettivo su Enel Green Power a 1,8 euro da 1,55, confermando il giudizio a “hold”.

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