Dati americani e stress test premiano Piazza Affari

di Carlo Valuta Commenta

Piazza Affari in mattinata ha aperto in deciso rialzo, recuperando l'1,5%, prima di ripiegare a +0,4% malgrado il buon andamento del comparto bancario con Mps in gran spolvero: in avvio di seduta il titolo senese non è riuscito nemmeno a entrare agli scambi di Borsa ed è rimasto in asta di volatilià. Intesa Sanpaolo è sugli scudi.

Mercati e banche? La correlazione è, come sempre, strettissima. Venerdì scorso sono giunti i risultati degli stress test promossi dall’Eba. Risultati che hanno giovato a Piazza Affari, malgrado siano giunti dopo la chiusura dell’ultima sessione settimanale.

MPS

Adesso, i titoli del comparto sono in attesa di conoscere il giudizio degli investitori. Mps e Unicredit, ansiose, sono alla finestra ad attendere. Siena è stata bocciata dall’esame Eba tuttavia ha in tasca il ‘Nulla osta’ di Bce e Commissione Ue per ciò che concerne il piano di risanamento.

Da par suo l’istituto di Piazza Cordusio ha evidenziato tutta la sua debolezza. A livello assoluto, tuttavia, il settore si è mostrato più solido del previsto.

Così Moody’s:

La maggior parte delle banche dell’Unione europea dimostra di essere resiliente in condizioni di scenari avversi, con un significativo miglioramento rispetto agli stessi test condotti nel 2014.

Piazza Affari in mattinata ha aperto in deciso rialzo, recuperando l’1,5%, prima di ripiegare a +0,4% malgrado il buon andamento del comparto bancario con Mps in gran spolvero: in avvio di seduta il titolo senese non è riuscito nemmeno a entrare agli scambi di Borsa ed è rimasto in asta di volatilià. Intesa Sanpaolo è sugli scudi. Ca de Sass è risultata una delle migliori banche del Vecchio continente. Acquisti anche su Banco Popolare, Ubi, mentre le vendite colpiscono Unicredit. Positivi gli altri listini europei: Londra avanza dello 0,4%, Francoforte dello 0,8% e Parigi dello 0,5%.

Al di là della questione bancaria, gli addetti ai lavori si sono concentrati sui dati americani. Il Pil nel secondo trimestre ha segnato un’inattesa battuta d’arresto: un dato che probabilmente convincerà la Fed a rinviare a fine anno la stretta monetaria. Non è escluso che Janet Yellen decida di aspettare l’inizio del 2017 prima di alzare il costo del denaro. In questo senso saranno decisivi i rilievi sull’occupazione che saranno comunicati venerdì prossimo.

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