Volatilità in aumento, ma investire conviene

di Carlo Valuta Commenta

Perché scegliere le azioni?

Nonostante la volatilità, il mercato azionario rappresenta un solido appoggio ancora oggi. Le azioni sono eccellenti investimenti di lungo termine, e funzionano abbastanza bene nel breve. Conviene, dunque, investire?

Si.

Ciò può sembrare in contrasto con fatti recenti, quali ad esempio il crollo delle quotazioni nel 2008-2009, o gli scandali di insider trading, i crolli improvvisi e i problemi tecnici che possono costringere alla chiusura dei mercati. A ciò si aggiungano le sospette turbative del mercato da parte degli high frequency trader.

Tuttavia occorre considerare che da un secolo il ritorno annuale medio delle azioni è stato pari al 9,5%: il 5% dovuto all’incremento di valore degli stock e il 4,5% dovuto ai dividendi.

Questa media include gli anni della Grande depressione, le due guerre mondiali, numerose recessioni e innumerevoli modifiche dei listini di azioni.

Naturalmente non è stata seguita dal mercato, per raggiungere tale percentuale, una traiettoria lineare. Il Dow Jones Industrial Average, è rimasto al palo tra il 1966 e il 1982. Tenendo conto dell’inflazione, ha perso molto terreno. Un altro indice molto diffuso, lo S&P500, ha fatto di meglio, ma non troppo. Poi le cose sono cambiate. Fra l’82 e il 2000, il Dow Jones si è apprezzato di 15 volte. Dal 2000 il mercato è stato colpito da dure fasi ribassiste, nel 2001 e nel 2009. L’ultima fase è stata particolarmente dolorosa. Tuttavia a inizio 2014 le azioni hanno più che raddoppiato il loro valore dai minimi di inizio 2009.

Chi ha molta pazienza per cavalcare picchi e crolli verrà ricompensato, alla fine. Basta considerare che chi investe 10.000 dollari a 25 anni in un tax-deferred account, quale ad esempio un Ira, reinvestendo dividendi e capital gain, senza aggiungere altri versamenti diretti può accumulare ben più di 350.000 dollari a 65 anni e più di 500.000 a settanta.

 

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