Mutui per i lavoratori precari solo il 2,7%

di Carlo Valuta Commenta

La precaria situazione lavorativa italiana continua ad incidere su quelli che sono i mutui che vengono concessi. Secondo Mutui.it su il 13% di lavoratori precari (dati Istat) solamente il 2,7% riesce ad ottenere il mutuo. Tra le novità che l’indagine, quella di Mutui.it, ha evidenziato si evince una problematica nel mercato in questione. Un’indagine che si è basata su quelle che sono 6 mila domande di richiesta di un mutuo fatte tra gennaio e luglio del 2013 dalle quali si evince che i lavoratori precari non sono gli unici firmatari del mutuo che richiedono.

Mutui cointestati

Il 60% dei mutui interessati dall’indagine, infatti, evidenziano come un lavoratore precario che richiede un mutuo per ottenerlo deve avere una persona che garantisca per lui, ovvero un garante.  Un dato significativo per il mercato dei mutui. Per il restante 40%, invece, il mutuo viene erogato solo se vi è la presenza di un secondo intestatario, secondo intestatario che solitamente è un lavoratore con contratto a tempo indeterminato o un libero professionista. In media, l’importo richiesto ed erogato ammonta a 130 mila euro e il 90% delle richieste viene fatto per l’acquisto della prima casa. Per quanto riguarda la durata, la media è 23,5 anni, mentre la media dell’età di chi richiede un mutuo, parlando del primo firmatario, è di 35 anni.

Il mutuo più diffuso

Il 68% delle richieste di mutuo relative all’indagine in questione, sceglie un mutuo di tipo variabile. Questo fenomeno avviene perché gli utenti che richiedono un mutuo preferiscono una tassa variabile e più bassa rispetto alla tassa fissa, ma più alta. Influenza la richiesta di un mutuo anche il tipo di contratto che si ha e gli anni di servizio che sono stati svolti presso lo stesso datore di lavoro.

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