Una mail “incastra” S&P per i rating sull’Italia

di Gianni Puglisi Commenta

Secondo quanto emerge dalle e-mail interne all’agenzia di rating Standard & Poor’s, c’erano forti contrasti tra gli analisti finanziari per il modo in cui veniva rilascio il report che sanciva la bocciatura dell’Italia

Secondo quanto emerge dalle e-mail interne all’agenzia di rating Standard & Poor’s, c’erano forti contrasti tra gli analisti finanziari per il modo in cui veniva rilascio il report che sanciva la bocciatura dell’Italia. Tutto risale al 13 gennaio scorso, poche ore dopo la diffusione del report contenente il declassamento del rating dell’Italia al livello BBB+ da A, quando veniva giudicato negativamente anche il settore bancario domestico. In una e-mail scritta (in inglese) da Renato Panichi, responsabile per le banche di S&P, emerge un forte contrasto interno tra gli analisti dell’agenzia.

Nella e-mail viene Panichi chiede che venga rimosso il riferimento al settore bancario italiano, in quanto ritenuto tutt’altro che in difficoltà. Nella lettera si legge: “Attualmente è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitati ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all’ingrosso”. Alla fine dell’e-mail Panichi chiede esplicitamente a un collega di correggere l’errore: “Per favore rimuovi il riferimento alle banche!”.

CORTE DEI CONTI ACCUSA AGENZIE DI RATING

Standard & Poor’s è da tempo nel mirino della Procura della Repubblica di Trani, che accusa l’agenzia di rating di concorso per manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata. Secondo il pm Michele Ruggiero, questa e-mail confermerebbe l’inattendibilità dei giudizi sul rating sovrano espressi da S&P nei confronti della Repubblica Italiana. In un’altra e-mail Panichi scrive ai colleghi Eileen Zhang e Moritz Kraemer, evidenziando ancora altri contrasti.

S&P VOLEVA DESTABILIZZARE L’ITALIA SECONDO PROCURA DI TRANI

Nella e-mail Panichi scrive: “Vedo una frase proprio all’inizio dove menzionate la vulnerabilità crescente dell’Italia ai rischi di finanziamenti esterni. Eileen non mi hai detto questa frase ieri, non è giusto che tu dica che c’è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente è proprio il contrario”. La Procura di Trani continua a raccogliere documenti che potrebbero “incastrare” S&P. Il 27 giugno il pm ha depositato nuovi atti di indagine, tra cui alcune intercettazioni telefoniche tra Maria Peridicchi, ad di S&P Italia, e Deven Sharma, ex presidente di S&P.

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