Enel conferma la propria politica dividendi

di Carlo Valuta Commenta

Le dichiarazioni dell'A.d. Starace non lasciano presagire alcuna rivoluzione sul fronte, rispetto a quanto detto in occasione dell'upgrade del piano industriale.

La politica dividendi di Enel rimarrà invariata. A dichiararlo è Francesco Starace, amministratore delegato dell’azienda, nel corso di un’audizione informale presso la Commissione Industria in Senato.

Durante l’upgrade del proprio piano industriale, Enel ha annunciato lo scorso marzo un’evoluzione della politica dei dividendi a partire dal 2015 con un aumento del pay out ad almeno il 50% dell’utile netto ordinario rispetto all’attuale 40%.

 

Stando ai dati dello scorso anno, Enel è risultata la più redditizia compagnia elettrica d’Europa ma anche il più indebitato gruppo industriale italiano. Per fronteggiare questa situazione, Starace dovrebbe chiudere ventitrè centrali termoelettriche nel nostro Paese. Si tratterebbe di mettere in ‘off’ ben un terzo della capacità produttiva dell’azienda in Italia. Per questo, Enel ha già preventivato chiusure e dismissioni di diverse attività.

Questo il commento di Starace alle prossime mosse di vertice che coinvolgeranno dipendenti e pubblico:

La mia non è un’azione rivoluzionaria, né particolarmente innovativa. Stiamo semplicemente mettendo in atto cambiamenti a cui si pensava da tempo, del tutto scontati per chi dirige un’industria: evidentemente passare dall’enunciato alla realtà non era così scontato. Prima la situazione era ibrida. In alcuni mercati la scelta di cosa fare toccava alle filiali locali, in altri alla capogruppo. La difficoltà gestionale era abbastanza grave e la comprensione del nostro modello di business da parte dei mercati molto difficile. Dalla riorganizzazione l’Enel conta di risparmiare entro il 2018 il dieci per cento delle spese di manutenzione, per una cifra che dovrebbe aggirarsi attorno a due miliardi, da investire nella crescita in giro per il mondo. Sulla politica dei dividendi non abbiamo nessuna idea nuova né in un senso né nell’altro. Per ora confermo quello che abbiamo già detto con la ripresa del dividendo dopo la stretta per il debito.

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