Debito pubblico italiano sfonda quota duemila miliardi

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Bene invece le entrate tributarie che, con riferimento ai primi dieci mesi dell’anno, hanno fatto registrare un aumento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2011.

La “cura Monti” sarà pur servita a far abbassare lo spread, ed a farci riacquistare credibilità all’estero, ma non ha di certo contribuito a frenare la spirale rialzista per quel che riguarda il debito pubblico.

Per la prima volta, infatti, il debito pubblico italiano ha sfondato la quota dei duemila miliardi di euro, per la precisione 2.014 miliardi di euro in accordo con i dati aggiornati al mese di ottobre del 2012 che sono stati forniti dalla Banca D’Italia. Bene invece le entrate tributarie che, con riferimento ai primi dieci mesi dell’anno, hanno fatto registrare un aumento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2011.



RATING ITALIA TAGLIATO DA S&P

D’altronde sia con il Governo Monti, sia con i precedenti, la tendenza del debito pubblico è stata sempre crescente a conferma del fatto che per “aggredirlo” servono misure tanto straordinarie quanto non convenzionali. In merito da tempo si parla di abbattimento del debito attraverso la dismissione del patrimonio immobiliare detenuto dallo Stato, ma ad oggi non c’è nulla di concreto anche perché le procedure sono lunghe e farraginose.

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Intanto anche oggi lo spread Btp-Bund mostra un andamento cedente dopo aver toccato nei giorni scorsi la soglia dei 360 punti. Attualmente il differenziale è in calo verso quota 320 punti base con i mercati che appaiono rassicurati dalle dichiarazioni del Premier Monti e del Presidente della Repubblica sul fatto che l’Italia, nonostante la fine anticipata del Governo tecnico, manterrà anche dopo le Elezioni Politiche 2013 un atteggiamento europeista e proseguirà sulla strada delle riforme.

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