Economia italiana tra inflazione e pressione fiscale

di Lucia Guglielmi Commenta

Anche il mese di dicembre del 2011, stando i dati provvisori Istat, è stato caratterizzato da un aumento non trascurabile dei prezzi.

La pressione fiscale in Italia aumenta con le ultime manovre finanziarie, ma ci sono problemi grossi anche dal fronte dei prezzi nel nostro Paese. Basti pensare, in accordo con quanto reso noto in data odierna dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), in base ai dati provvisori di dicembre, che nel 2011 il tasso medio di crescita dei prezzi al consumo è stato pari a ben il 2,8%, ovverosia quasi doppio rispetto all’1,5% dell’anno 2010.

Anche il mese di dicembre del 2011, stando ai dati provvisori Istat, è stato caratterizzato da un aumento non trascurabile dei prezzi; c’è stato infatti un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente, ed un +3,3% rispetto al mese di dicembre del 2010.



INFLAZIONE SETTEMBRE 2011 AL 3%

E sebbene su base annua l’inflazione a dicembre dal 2010 al 2011 sia rimasta stabile rispetto al confronto novembre 2011 su novembre 2010, le Associazioni dei Consumatori continuano a parlare di stangata in arrivo per le famiglie a causa dei rincari. Ad esempio, il Codacons, escludendo le nuove tasse del Governo Monti, valuta la stangata in oltre mille euro medi a famiglie, per la precisione 1.059 euro, ragion per cui secondo l’Associazione c’è l’urgente necessità di bloccare gli aumenti al fine di non rendere ancora più poveri gli italiani. Questo perché il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi si sta sempre di più assottigliando.

SETTORI SU CUI INVESTIRE DURANTE L’INFLAZIONE

E visto che l’inflazione continua a salire nonostante la stagnazione dei consumi, la Federconsumatori è invece tornata a ribadire la necessità di introdurre controlli e verifiche per evitare che i rincari siano frutto di mere ed odiose speculazioni.

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