Italia buco derivati da 8 miliardi

di Gianni Puglisi Commenta

Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano finanziario britannico Financial Times, che avrebbe visionato un documento riservato che Via XX Stetembre avrebbe inviato alla Corte dei Conti, il Tesoro italiano rischia un buco derivati di 8 miliardi

Lo scandalo derivati, che da fine gennaio scorso ha interessato Banca Mps, sembra potersi estendere clamorosamente anche al Tesoro italiano. Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano finanziario britannico Financial Times, che avrebbe visionato un documento riservato che Via XX Stetembre avrebbe inviato alla Corte dei Conti, il Tesoro italiano rischia un buco derivati di 8 miliardi di euro. Si tratta di contratti finanziari strutturati stipulati con banche straniere sul finire degli anni ’90, allo scopo di facilitare l’ingresso dell’Itallia nell’area euro. Anche il quotidiano La Repubblica si è interessato al dossier.

Secondo il Financial Times, in questo rapporto sul debito pubblico relativo alla prima parte dello scorso anno ci sarebbero i dettagli relativi alla ristrutturazione di 8 contratti derivati, che però secondo La Repubblica sarebbero addirittura 12. Questi contratti derivati sarebbero stati stipulati dal Tesoro italiano con alcune banche estere, per un valore nozionale complessivo che si aggirerebbe intorno ai 31,7 miliardi di euro.

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A quanto pare i contratti originali risalgono alla fine degli anni ’90, poco prima dell’introduzione dell’euro e all’ingresso dell’Italia nell’unione monetaria. Secondo il Financial Times, l’Italia avrebbe mostrato i propri conti pubblici in modo decisamente più favorevole rispetto alla realtà, in modo tale da non avere problemi nella procedura di ingresso nell’area euro. Il Tesoro avrebbe ottenuto pagamenti in anticipo da banche straniere per centrare i target sul deficit richiesti dall’Europa.

Nel 1995 l’Italia aveva un buco di bilancio del 7,7%, al di fuori dei parametri richiesti per entrare nell’euro. Nel 1998 il deficit risultava essere sceso addirittura al 2,7%, registrando così il calo più vistoso del passivo di bilancio degli 11 paesi europei che sarebbero poi entrati subito nell’euro. La Corte dei Conti sembra molto preoccupata, considerando anche che ci sarebbe un altro buco derivati da 3 miliardi a seguito della chiusura di un contratto con Morgan Stanley.

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