Enel Green Power miglior titolo nel settore delle rinnovabili

di Redazione Commenta

Nel corso del 2011, contrariamente a quelle che erano le previsioni circa un anno fa, tutti i principali comparti azionari hanno registrato...

Nel corso del 2011, contrariamente a quelle che erano le previsioni circa un anno fa, tutti i principali comparti azionari hanno registrato una performance negativa, compreso quello delle energie rinnovabili che era invece visto come uno dei più promettenti.

L’unica azione del settore ad aver mostrato un andamento favorevole è Enel Green Power, che nel corso del suo primo anno in Borsa ha registrato un rialzo di ben quattro punti percentuali, viaggiando quindi in controtendenza rispetto ai titoli delle aziende concorrenti, che al contrario nel corso dell’ultimo anno hanno registrato un marcato calo.

ENEL GREEN POWER VALE IL 6% IN PIÙ

Tra questi spiccano il calo del 60% circa registrato da KR Energy, la flessione del 52% circa registrata da Kerself, quella del 51% messa a segno da Falck Renewables, quella del 41% di Kinexia e, infine, il calo del 40% circa registrato da Eems.

TARGET PRICE ENEL GREEN POWER TAGLIATO DA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE

Oltre ad essersi distinto nel settore delle energie rinnovabili, il titolo Enel Green Power è riuscito a distinguersi anche all’interno del listino milanese inteso nel suo complesso, essendo uno dei pochi titoli che dall’inizio dell’anno ha registrato una performance positiva, insieme a Campari, Lottomatica, Pirelli e Snam Rete Gas. Soddisfazioni non sono mancate per gli azionisti, che lo scorso maggio hanno ricevuto un dividendo pari a 0,0272 euro per azione, mentre chi ha mantenuto le azioni in portafoglio per un anno intero riceverà a breve il bonus share Enel Green Power.

Enel Green Power continua ad essere un titolo consigliato dagli azionisti per la diversificazione del portafoglio, basti pensare che ad oggi il consensus indica un prezzo obiettivo intorno agli 1,88 euro, ossia un valore che include un potenziale di crescita del 10% circa rispetto al valore attuale, senza contare le grandi attese in merito alla politica dei dividendi.

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