Il petrolio crollerà ancora?

di Carlo Valuta Commenta

Si attesta a 44,63 dollari, invece, il prezzo del Brent che dunque ha perso 3,50 dollari in cinque sedute. Il trend è sceso, pertanto, del 7%. Il risultato del Wti americano è altresì negativo. Nel pomeriggio di oggi è calato a 44 dollari, con un calo superiore al 4%.

Il petrolio viene da un’altra settimana totalmente negativa. Il prezzo del greggio è tornato sotto quota 45 dollari al barile, nel momento in cui due venerdì fa aveva nuovamente raggiunto i 50 dollari.

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Si attesta a 44,63 dollari, invece, il prezzo del Brent che dunque ha perso 3,50 dollari in cinque sedute. Il trend è sceso, pertanto, del 7%. Il risultato del Wti americano è altresì negativo. Nel pomeriggio di oggi è calato a 44 dollari, con un calo superiore al 4%.

Improbabile, al momento, pensare a un rialzo temporaneo nonostante vi siano ragioni per crederci. La produzione in Canada ha registrato un enorme calo per via di alcuni incendi divampati.

Le estrazioni hanno fatto registrare una diminuzione radicale anche nelle regioni limitrofe. Il mercato non sembra aver dato importanza a questi avvenimenti, evidentemente subendo i fondamentali, che continuano a suggerire un eccesso di offerta globale. Le scorte di petrolio sono cresciute durante il primo trimestre dell’anno a un ritmo medio di 1,95 milioni di barili al giorno, una tendenza attesa anche per il trimestre in corso.

Peraltro, il balzo dei prezzi degli ultimi tre mesi potrebbe stimolare differenti compagnie americane a tornare ad incrementare la loro produzione. Fino a questo momento è noto che soltanto il 36% dei barili estratti è stato assicurato contro il calo dei prezzi quest’anno, giù dal 50% del 2015. Anche questa percentuale potrebbe tornare a salire, quando saranno evidenti le tendenze ribassiste sul mercato.

La produzione americana è sì in calo, ma di appena 800 mila barili al giorno, rispetto al picco di 9,6 milioni di barili di 13 mesi fa. Tutto questo, mentre i siti attivi sul territorio americano sono diminuiti del 73% rispetto al picco di un anno e mezzo fa, scendendo al termine della settimana scorsa a 332, stando a Bagher Hughes.

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