Asta frequenze 4G parte da 2,3 miliardi di euro

di Alessandro Bombardieri Commenta

Le offerte iniziali per le frequenze 4G ammontano a 2,3 miliardi di euro...

Le offerte iniziali vincolanti per le frequenze 4G messe all’asta sono pari a 2,3 miliardi di euro, come annunciato dal ministero dello Sviluppo economico. Ieri sono state aperte in seduta pubblica le offerte presentate dalle società che prendono parte alla gara, cioè Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G, per l’utilizzo delle frequenze 4G in banda 800, 1800, 2000, 2600 mHz.

Sono state messe all’asta le frequenze radio rimaste libere dopo il passaggio al digitale terrestre, l’obiettivo del Governo con questa asta è quello di ottenere almeno 2,4 miliardi di euro.

Nello specifico il Governo batterà all’asta 24 lotti di frequenze nelle bande 800, 1800, 2000 e 2600 mHz suddivisi in 8 blocchi in base alla frequenza e alla tecnologia che potranno sfruttare. Le frequenze in oggetto hanno diritti d’uso fino al 31 dicembre 2029, sono rinnovabili e senza l’autorizzazione del ministero non possono essere ceduti a terzi.

Nell’asta i partecipanti ammessi potranno effettuare offerte con rialzi di almeno il 3%. Le società potranno anche rilanciare sui lotti non oggetto della propria offerta presentata ieri. Le prime indiscrezioni suggeriscono che la fase d’asta potrebbe avere anche una durata di diverse settimane.

Paolo Romani, il ministro dello sviluppo economico, un mese fa aveva detto che il Tesoro incasserà 3,1 miliardi di euro se tutte le frequenze saranno vendute anche solo al prezzo minimo.

Intermonte sottolinea che le frequenze più desiderata sono quelle a 800 mHz dove le società possono presentare offerte per 3 lotti sui 6 disponibili.

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