Azionisti Parmalat a mani vuote

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La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna per aggiotaggio e ostacolo all'autorità di vigilanza nei confronti di Calisto Tanzi..

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna per aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza nei confronti di Calisto Tanzi per il crac di Parmalat.

L’ex patron di Parmalat dovrà quindi scontare dieci anni di reclusione e risarcire i risparmiatori sborsando ben 105 milioni di euro, o almeno dovrebbe, visto che ancora una volta i 32.000 azionisti di Parmalat che si sono costituiti parte civile nel processo non riceveranno alcun risarcimento.


Il motivo è alquanto strano e curioso, ma allo stesso tempo assolutamente prevedibile. Il rischio che la Corte d’Appello confermasse la sentenza era piuttosto elevato, in forza di questo pericolo, dunque, quello che una volta era uno degli uomini più ricchi d’Italia oggi risulta essere nullatenente e quindi, di conseguenza, incapace di far fronte al risarcimento stabilito dalla sentenza.

Calisto Tanzi, tuttavia, subito dopo la lettura della sentenza si è detto sconcertato perchè si aspettava una riduzione della condanna. Per questo motivo il suo legale, l’avvocato Giampiero Biancolella, ha affermato che ricorrerà in Cassazione.

La stessa sentenza ha anche condannato a 3 anni il consigliere indipendente Luciano Silingardi e a 2 anni e 6 mesi l’ex responsabile di Parmalat Venezuela, Giovanni Bonici. La Bank of America ha invece espresso soddisfazione per l’assoluzione dei suoi tre funzionari: Antonio Luzzi, Luca Sala e Luis Moncada.

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