Eni chiede aiuto a Berlusconi

by Redazione Commenta

La decisione della Commissione Europea, in realtà, è frutto di una indagine intrapresa dalla stessa nel corso..

Presidente dell\'Eni durante una conferenza

Paolo Sacroni, amministratore delegato Eni, ha invocato un immediato aiuto del governo mediate una lettera indirizzata al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in cui ha spiegato che la Commissione Europea ha preteso un impegno a dismettere il gasdotto Tag.

Sacroni, nelle lettera ha più volte sottolineato che tale gasdotto è di vitale importanza poichè è attraverso di esso che il gas arriva dalla Russia attraverso il confine di Tarvisio.

La decisione della Commissione Europea, in realtà, è frutto di una indagine intrapresa dalla stessa nel corso del 2006 in relazione ai gasdotti Tag, Tenp e Transitgas. A seguito di questa indagine era in corso tra la Commissione e l’Eni una trattativa che, alla fine, si è conclusa nella suddetta decisione della Commissione relativa al gasdotto Tag.


Sacroni, nella lettera inviata al Premier, spiega che per Eni è assolutamente impossibile eseguire la richiesta della Commissione proprio per l’importanza strtegica del gasdotto in questione e, per questo motivo, chiede esplicitamente un intervento del governo affinchè tale questione possa essere risolta mediante una appropriata mediazione tra il governo e la Commissione.

Eni, prima di rivolgersi al Presidente del Consiglio, aveva già tentato di risolvere la questione proponendo alla Commissione Europea una gestione assolutamente indipendente, soluzione che però è stata rifiutata dalla Commissione che ha ribadito la sua decisione relativa alla dismissione del gasdotto Tag.


La questione, tuttavia, ha già riguardato altre imprese energetiche europee che hanno dovuto scegliere tra la dismissione del gasdotto indicato e tra il pagamento di una multa pari a circa il 10% del fatturato.
Scaroni, inoltre, ha aggiunto che la recente disputa tra Russia e Ucraina è un ulteriore conferma che la separazione delle reti è assolutamente inutile ai fini della concorrenza ed è assolutamente dannosa per gli approvvigionamenti europei.
Il ministro alle Politiche comunitarie Andrea Ronchi, tuttavia, si sta già adoperando per cercare di trovare un accordo che non preveda la dismissione del gasdotto Tag.

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