Mutui rifiutati con l’intervento del prefetto

di Redazione Commenta

Non sono infatti rari i casi in cui il cliente, una volta respinta l’istruttoria di mutuo, non riceve dalla banca adeguate informazioni e motivazioni sulla mancata concessione del finanziamento.

Nell’ambito del rapporto tra il cliente e la banca, in materia di accesso al credito, c’è la possibilità che su richiesta possa intervenire il prefetto. A farlo presente lunedì scorso è stata l’Associazione Altroconsumo nel precisare come il prefetto, nel caso in cui lo ritenga opportuno, può eventualmente chiedere una motivazione legata alla mancata concessione di un mutuo oppure ad una lettera di rientro dal fido concesso in precedenza.

Non sono infatti rari i casi in cui il cliente, una volta respinta l’istruttoria di mutuo, non riceve dalla banca adeguate informazioni e motivazioni sulla mancata concessione del finanziamento. Con la crisi le banche, non lo scopriamo di certo oggi, hanno stretto i cordoni dalla borsa, ma chiaramente non si può negare un prestito, ad esempio, ad un cliente che ha un reddito elevato, non ha finanziamenti in corso e non è stato mai protestato.



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Certo, il prefetto non può sostituirsi ad una banca e alla discrezionalità nella concessione del credito, ma comunque il richiedente può eventualmente acquisire maggiori informazioni, ad esempio, su un mutuo rifiutato per regolarsi di conseguenza.

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D’altronde non solo rari i casi in corrispondenza dei quali un consumatore nelle centrali rischi è magari segnalato come un soggetto potenzialmente a rischio. Ed invece magari il soggetto è pienamente solvibile in un periodo come quello attuale già caratterizzato non solo dalla contrazione a due cifre dei nuovi mutui, ma anche da un drastico calo delle compravendite immobiliari.

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