Popolare di Bari, fusione definitiva con Tercas e Caripe

di Maris Matteucci Commenta

Firmato il nuovo contratto tra sindacati e Gruppo Banca Popolare di Bari che ha incorporato Banca Tercas e Cassa di Risparmio di Pescara, secondo quanto previsto dal piano industriale 2016-2020.

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Tutti d’accordo? Sì, almeno per ora, visto che grande soddisfazione hanno espresso sia i sindacati che il presidente del Gruppo Banca Popolare di Bari, Marco Jacobini. I sindacati possono ritenersi felici per avere salvaguardato la posizione lavorativa di circa trecento dipendenti che avrebbero seriamente rischiato di perdere il posto di lavoro. E invece, tranne una quarantina che andranno in pensione approfittando della uscita incentivata, per gli altri ci sono solo conferme all’orizzonte. Tirano dunque un sospiro di sollievo tutti coloro, apprendisti e non, che erano in scadenza di contratto e che avranno così la possibilità di ottenere una certa continuità lavorativa. Non solo, perché tanti altri saranno i vantaggi che i sindacati sono riusciti ad assicurarsi per i loro iscritti e che vanno da consulenze meno costose all’impegno, da parte del Gruppo, di avviare le trattative per il rinnovo del contratto integrativo entro l’autunno. Ma anche per Gruppo Banca Popolare di Bari l’incorporazione di Banca Tercas e Cassa di Risparmio di Pescara è un traguardo raggiunto.

Siamo molto soddisfatti perché siamo riusciti a completare l’integrazione nei tempi indicati nel piano industriale. Nelle prossime settimane presenteremo i risultati semestrali del Gruppo, ora ancora più solido e stabile con la Banca Unica, e stimiamo che i risultati che ci attendono siano positivi

L’obiettivo della integrazione, come spiegato dallo stesso Marco Jacobini, è quello di consolidare in modo importante il posizionamento di mercato di tutto il Gruppo nei territori di elezione per accompagnarne la crescita in Puglia, Basilicata, Abruzzo, Campania e Umbria attraverso l’evoluzione del modello di business e il miglioramento della efficienza operativa.

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