Oro: 1.600 dollari l’oncia entro fine anno?

di Nadia Fusar Poli Commenta

 L’oro ha fatto registrare una grande rimonta nelle ultime settimane, impennandosi di oltre il 13 per cento da quando, verso la fine giugno, ha raggiunto un massimo record in quasi tre anni. Il sentiment degli investitori cambierà nuovamente? L’oro, scambiato oggi vicino a 1.336 dollari, è stato sostenuto dai massicci acquisti fisici, in particolare dalla Cina. Gli ultimi dati resi noti dalla China Gold Association (CGA) nella giornata di Lunedì, hanno dimostrato che il consumo di oro del Paese è cresciuto del 54 per cento nel primo semestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La domanda di investimenti potrebbe tornare?Vi è un chiaro conflitto tra domanda fisica e speculativa in questo momento ma, così come stanno le cose, la frenesia di acquisto della Cina sta giocando un ruolo chiave. Il consumo cinese di oro nel primo semestre 2013 è salito di oltre il 50%, rafforzando le aspettative che la nazione supererà l’India come il più importante consumatore  del mondo quest’anno. Le strategie di trading dell’oro, di cui si sono resi principali interpreti gli hedge funds e le banche d’investimento potrebbero volgere al termine.

Ma non tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che il mercato fisico dell’oro dovrà affrontare una tenuta significativo nel breve termine. L’India ha importato 2,9 miliardi dollari di oro e argento nel mese di luglio, un dato in calo di un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un tale rallentamento dei consumi potrebbe rendere disponibili quantità fisiche  del prezioso metallo.

Secondo alcuni “orsi”, un altro vento potenzialmente contrario è rappresentato dalla Federal Reserve che si appresta a ridimensionare il proprio programma mensile di acquisto di bond. La mossa della banca centrale americana potrebbe tradursi in rendimenti del Tesoro più elevati, smorzando l’attrattiva dell’oro – un bene che, ricordiamo, non genera né interessi e né dividendi.

Per il momento, la preoccupazione della Fed resta tuttavia l’inflazione ed è questo il motivo per cui la banca centrale americana continua a mantenere in essere gli acquisti di asset. I rendimenti obbligazionari sono pertanto suscettibili di muoversi verso il basso nel breve termine, sostenendo un possibile rialzo dell’ oro. Una interruzione del programma, secondo alcuni analisti prevista entro la fine dell’anno, non potrebbe che tradursi in un indebolimento del prezzo dell’oro.

Ma, anche in questo caso, ci sono voci contrarie. Non tutti sono d’accordo nel ritenere che la fine dello stimolo monetario degli Stati Uniti sarà negativo per l’oro. La questione ruota principalmente intorno a un focus: in che modo questo straordinario (e preannunciato) allentamento della politica monetaria finirà? Gli scenari possibili sono due: da una parte potremmo assistere al ritorno della deflazione e dall’altra ad un’impennata del tasso d’inflazione. Entrambe le condizioni, potrebbero rivelarsi un bene per l’oro. Deflazione, significherebbe infatti più sostegno da parte della banca centrale.

Anche se i tori prevedono un rialzo per l’oro, lo scetticismo tra i trader è ampiamente diffuso. i fondamentali tecnici saranno verosimilmente il fattore chiave. Ecco un indizio importante: l’oro è salito nonostante la forza del dollaro. Qualora dovesse continuare a chiudere sopra i suoi 50 giorni di media mobile, il prossimo livello di resistenza dell’oro potrebbe attestarsi a 1.348 dollari, seguito dai 1.380 dollari. L’oro potrebbe quindi raggiungere 1.450 dollari l’oncia.

L’oro sarà in grado di toccare i 1.600 dollari l’oncia? Forse è troppo presto perché raggiunga un simile obbiettivo. La storia dimostra che l’oro tende a essere scambiato entro una forbice di $300, cosa che rende tale movimento poco probabile.

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