Banca Popolare, è il giorno del capital increase

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La pesante penalizzazione del titolo durante gli ultimi trenta giorni (pari al -36%) e da inizio 2016 (pari al -70%) legata a doppio nodo al prezzo di emissione delle nuove azioni fa riflettere gli operatori.

Il giorno dell’aumento di capitale da un miliardo da parte del Banco Popolare è arrivato. Ed è il frutto di numerose fasi di mercato per il gruppo.

La pesante penalizzazione del titolo durante gli ultimi trenta giorni (pari al -36%) e da inizio 2016 (pari al -70%) legata a doppio nodo al prezzo di emissione delle nuove azioni fa riflettere gli operatori:

Essa fa sì che i livelli attuali possano essere visti come un’opportunità di ingresso: se nei primi istanti l’azione è scesa del 2% circa con il diritto precipitato a -14%, le azioni dell’istituto sono poi passate in netto rialzo (con un’asta di volatilità nel mezzo) e i diritti sono balzati”.

L’operazione – curata da Mediobanca e BofA Merrill Lynch che compongono il consorzio di garanzia e sono joint global coordinators e joint bookrunners mentre Banca Aletti è financial advisor e lo studio Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi e associati ne cura i profili fiscali – riguarda l’emissione di 465.581.304 azioni a un prezzo unitario di 2,14 euro che verranno offerte in opzione ai soci in un rapporto di 9 nuovi titoli per ogni 7 possedute. Intermonte riflette sulla futura integrazione dell’istituto veronese con Bpm: “Non intravediamo particolari rischi per l’esito della fusione ma a nostro avviso la cessione degli npl potrebbe creare ulteriori tensioni con il regolatore nei prossimi mesi”.

In giornata l’osservato speciale è stato proprio il Banco Popolare, che si trovava per l’appunto al primo giorno d’aumento di capitale. Milano termina la giornata in rialzo dello 0,74% dopo un avvio in rosso. Ancora sotto pressione Unicredit in attesa del nuovo amministratore delegato. Guardando fuori dai confini, in terreno positivo ci sono anche gli altri listini principali. Londra si rafforza al +1,03%, Francoforte recupera lo 0,18%, mentre Parigi chiude invariata (+0,04%). L’incertezza è maggiore sui titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund è in rialzo a 140 punti dopo aver chiuso venerdì scorso a 127 punti, mentre il rendimento si attesta all’1,48%. Wall Street, reduce da una settimana nervosa, tratta cauta: alla chiusura degli scambi nel Vecchio continente, il Dow Jones sale dello 0,65%, Nasdaq e S&P 500 si apprezzano dello 0,5%.

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