Bce, 94 miliardi alle banche con l’operazione Tltro

di Carlo Valuta Commenta

Gli istituti di credito dovranno riversare entro la fine del 2016 questi soldi all'economia reale. Finora questa prassi è stata poco rispettata, secondo la Cgia di Mestre.

In virtù dell’operazione Tltro, dal settembre dell’anno scorso al marzo di quest’anno la Bce ha dato ben 94 miliardi di euro agli istituti di credito italiani.

Le banche dovranno riversare questi soldi all’economia reale entro la fine del prossimo anno. Ad oggi, purtroppo, gli effetti sono stati molto discreti. A comunicarlo è la Cgia di Mestre. Se le famiglie hanno visto aumentare gli impieghi di 3,4 miliardi, le imprese, invece, hanno registrato una contrazione degli impieghi di 13,2 miliardi di euro: in  termini complessivi gli italiani hanno visto ulteriormente scendere l’ammontare dei prestiti erogati dalle banche di ben 9,8 miliardi.

“In buona sostanza – afferma il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – nonostante le iniezioni di liquidità messe sul mercato dalla Bce i soldi arrivano alle famiglie con il contagocce, mentre il rubinetto del credito alle imprese continua a rimanere chiuso”. Le Tltro, segnala l’Ufficio studi della Cgia, sono delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine che la Bce ha deciso di avviare per porre rimedio al credit crunch.

Attraverso queste operazioni le banche europee possono chiedere finanziamenti alla Bce: tali finanziamenti dovranno, in seguito, venire orientati all’economia reale (imprese e famiglie). Nelle prime tre aste Tltro (settembre 2014, dicembre 2014 e marzo 2015) le principali banche italiane hanno ottenuto circa 94 miliardi di euro.

Se l’operazione ‘Tltro’ sembra non sortire gli effetti sperati, le imprese sperano che con il Quantitative easing (Qe) la situazione si sblocchi. “Con il Qe – prosegue  Bortolussi – dal marzo di quest’anno la Bce si è impegnata ad acquistare titoli pubblici e privati per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese. Complessivamente, la Banca centrale dovrebbe erogare fino al settembre del 2016 più di 1.000 miliardi di euro. Di questi 1.000 miliardi, sostengono alcune importanti società finanziare europee, 150 miliardi  di euro circa dovrebbero interessare l’Italia.

 

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