Borse pagano andamento economia generale

di Carlo Valuta Commenta

Lo scenario non invoglia l'acquisto di titoli azionari. Anche perché resta l'incognita sulle scelte delle Banche centrali, in primis la Fed, sospesa tra la prosecuzione delle politiche di supporto all'economia e la scelta di intraprendere il percorso di normalizzazione monetaria.

Il rallentamento dell’economia mondiale preoccupa molto gli investitori: la Commissione Europea è stata, ieri, l’ultimo grande organismo a prendere atto dell’inceppamento del motore economico mondiale, riducendo le previsioni per il Vecchio continente e anche per l’Italia.

I mercati azionari prendono atto di questa incertezza. Dopo aver rimbalzato dai livelli di febbraio, quando si raggiunse il punto più basso degli ultimi anni a seguito delle turbolenze di inizio 2016, nelle ultime due settimane i listini sono tornati a trattare all’insegna dell’incertezza, orientati alla debolezza sia dai report macro-economici che da alcuni risultati finanziari. Bloomberg annota come il Citigroup Economic Surprise Index per gli Usa – uno strumento che traccia quanto i dati pubblicati siano in linea con le aspettative – sia di nuovo ai minimi da febbraio e come gli analisti si aspettino un peggioramento dell’8% degli utili delle principali compagnie americane.

Lo scenario non invoglia l’acquisto di titoli azionari. Anche perché resta l’incognita sulle scelte delle Banche centrali, in primis la Fed, sospesa tra la prosecuzione delle politiche di supporto all’economia (strada sulla quale si trovano ancora Bce e BoJ) e l’intraprendere il percorso di normalizzazione monetaria.

Di questo stallo hanno preso atto i mercati asiatici, in ribasso per la sesta seduta consecutiva (striscia più lunga, ancora una volta, da febbraio). I listini europei trattano invece in ordine sparso: Milano prova a rimbalzare (+0,7%) dopo i pesanti cali della vigilia, Francoforte e Parigi sono piatte, Londra cede lo 0,3%. A Piazza Affari resta osservato speciale il comparto bancario: la mancata quotazione della Popolare di Vicenza, con il ricorso al Fondo Atlante per la sottoscrizione pressoché integrale dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi, alza l’attenzione sulla prossima operazione di Veneto Banca. Domani si terrà una difficile assemblea dell’istituto, con la Bce che ha chiesto senza mezzi termini pulizia nella governance: il timore è che l’operazione da 1 miliardo si chiuda con lo stesso epilogo della Pop Vicenza. Anche le banche europee – comunque – hanno i loro grattacapi: con i tassi bassi della Bce, i profitti si restringono e i tagli sono una via obbligata.

 

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