Faissola rassicura sulla situazione delle banche italiane

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Il presidente dell'Abi Corrado Faissola, all'assemblea annuale dell'associazione, ha rilasciato dichiarazioni rassicuranti per quanto riguarda la situazione del..

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Il presidente dell’Abi Corrado Faissola, durante l’assemblea annuale dell’associazione, ha rilasciato dichiarazioni rassicuranti per quanto riguarda la situazione del sistema bancario italiano. Faissola, infatti, ha affermato che il patrimonio detenuto dalle banche italiane è un patrimonio dibuona qualità“, che risponde perfettemente agli standard che sono stati posti come vincolo dalla Banca d’Italia.

Secondo il numero uno di Palazzo Altieri, infatti, il livello di patrimonializzazione delle banche italiane è riuscito a rimanere entro i suoi standard nonostante la riduzione della redditività.


Un ottimo risultato se si pensa alla situazione in cui versano altri paesi, primo tra tutti l’America dove dall’inizio dell’anno ad oggi sono fallite ben 52 banche, che si vanno ad aggiungere alle altre 25 che sono fallite nel corso del 2008.

Per il raggiungimento di questo risultato, ha spiegato Faissola, hanno giocato un ruolo essenziale le fondazioni bancarie, ma anche l’esistenza di un modello di intermediazione basato sui prestiti al sistema produttivo e alle famiglie che viene finanziato principalmente attraverso depositi e obbligazioni.


Sono queste, quindi, le ragioni per le quali la crisi finanziaria non ha creato gravi danni sul sistema bancario italiano che, pur avendo sofferto per la crisi, non versa in condizioni preoccupanti.

Faissola, inoltre, ha risposto indirettamente anche alla richiesta delle imprese che da tempo chiedono una semplificazione nella concessione del credito affermando che “non sarebbe utile un sistema bancario che concedesse il credito, cioè le risorse finanziarie di depositanti, obbligazionisti e azionisti, sulla base di criteri non puramente professionali“.

Il fatto che le banche italiane non versino in condizioni preoccupanti è una circostanza che recentemente è stata sottolineata anche da Henry MacNevin, il vicepresidente Emea banking di Moody’s.

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