Ferragamo e il boom dei beni di lusso

di Nadia Fusar Poli Commenta

GERMANY-THEME-WEALTHIl settore dei beni di lusso conferma il  trend positivo e sembra destinato a far da traino ai mercati. La maison fiorentina Ferragmo ha approvato il bilancio di metà anno archiviando il primo semestre con ricavi in crescita dell’11% (625 milioni) e un utile netto del gruppo in aumento dell’81%. Ferragamo supera le attese con una performance davvero convincente e continua la sua inarrestabile corsa. Le prospettive per il futuro del gruppo sono molto interessanti. Il mercato dell’Asia Pacifico si conferma il primo in termini di ricavi, con un aumento del 13% rispetto al primo semestre 2012 e la domanda in Cina è stimata in salita. Per fine anno il gruppo si aspetta risultati altrettanto positivi e ritiene possa esserci un margine per fare ancora meglio, sia in termini di vendite che di guadagni. Sempre che nel frattempo non intervengano fattori turbativi, di natura economica o politica.

Le vendite globali del gruppo sono salite facendo registrare un +15% nel Nord America e un +13% in Europa. “Puntiamo molto sugli Stati Uniti, ha reso noto il presidente del gruppo, Ferruccio Ferragamo, e anche il Giappone rappresenta un mercato fantastico dove possiamo e vogliamo fare meglio”.

Il risultato operativo lordo (Ebitda) ha raggiunto quota 131 milioni, registrando un +26% rispetto ad un anno fa, e l’Ebit sale allo stesso ritmo. Il significativo incremento del’utile netto di gruppo è in parte imputabile alla cessione della quota della joint venture ZeFer, che si è tradotta in una plusvalenza di oltre 12 milioni di euro per Ferragamo e in una diminuzione della quota di utili da destinare a terzi.

I risultai confermano lo stato di salute del gruppo e la stessa società si aspetta di realizzare “una ulteriore crescita anche per il 2013, sia del giro d’affari che dell’utile netto”, in assenza di “particolari turbative di mercato”. Il segmento borse e accessori in pelle si conferma quello di maggior successo – il comparto rappresenta bel il 76% del fatturato consolidato del gruppo – con ricavi insensibile crescita (+15%).

Gli investimenti sostenuti (pari a 25 milioni ed essenzialmente riconducibili all’apertura di nuovi punti retail, al rimodernamento di quelli già esistenti e, ancora, all’implementazione dei Progetto Marlin ed e-commerce), si pone in linea con il primo semestre del 2012. Dopo la distribuzione di dividendi per 56 milioni, l’indebitamento finanziario netto del gruppo è passato a 78 milioni dai precedenti 58 milioni di fine 2012, sebbene sostanzialmente in linea con le attese.

“In Italia servono azioni concrete e meno chiacchiere”, ha aggiunto il presidente Ferragamo, preoccupato sopratutto per la situazione politica del paese, il quale ha anche sottolineato l’urgenza e la necessità che l’Italia torni ad essere competitiva, condizione imprescindibile per attrarre investimenti e creare nuovi posti di lavoro. Il titolo S.Ferragamo, che ha archiviato la sessione di Giovedì a Piazza Affari a quota 25,39, potrebbe salire ai massimi storici, puntando dritto verso 26,27.

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