Titoli bancari in calo dopo rifinanziamento Bce

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La Banca centrale europea ha collocato ben 489 miliardi di euro a favore degli istituti bancari europei nell'ambito dell'operazione Ltro...

La Banca centrale europea ha collocato ben 489 miliardi di euro a favore degli istituti bancari europei nell’ambito dell’operazione Ltro (Longer Term Refinancing Operations, ovvero operazioni di rifinanziamento a più lungo termine), una cifra complessiva decisamente più alta rispetto alla somma ipotizzata dagli analisti nel corso degli ultimi giorni e che si aggirava intorno ai 300 miliardi di euro. Il prestito ha una durata di tre anni ad è stato concesso ad un tasso fisso agevolato dell’1%.

AZIONE COORDINATA BANCHE CENTRALI TASSI OPERAZIONI SWAP IN DOLLARI

L’esito dell’asta ha però in un certo senso ampliato i timori in merito alla situazione di crisi che si trova a dover affrontare l’Europa. All’asta della Bce, infatti, hanno preso parte ben 523 istituti europei.

Non è un caso, quindi, che poco dopo la notizia relativa all’esito del maxi-rifinanziamento arrivato dalla Bce Piazza Affari abbia annullato i guadagni registrati nel corso della prima parte della seduta. A registrare una netta inversione di rotta sono soprattutto i titoli bancari, con Unicredit che registra una flessione di circa tre punti percentuali, Monte dei Paschi di Siena che perde l’1,75%, Banco Popolare che cede l’1,60% e Mediobanca che registra una perdita dell’1,07%.

QUATTRO TITOLI CONSIGLIATI A PIAZZA AFFARI PER IL 2012

Ad influire negativamente sull’andamento del titolo Mediobanca è anche la valutazione negativa arrivata questa mattina dagli analisti di Kepler, che hanno comunicato di aver rivisto al ribasso il target price sul titolo portandolo da 6,9 a 5,8 euro per azione, un taglio effettuato a seguito della revisione al ribasso delle stime relative al biennio 2012-2013 al fine di riflettere le prospettive negative dell’economia italiana nel 2012. Più nel dettaglio, hanno spiegato gli analisti, nel caso di Mediobanca il taglio del target price deriva dai rischi connessi all’attività bancaria core, che implica un P/e 2012 rettificato di 8 volte e un 50% di sconto sul Core Tier 1 capital allocato, nonché dalla valutazione delle sue partecipazioni azionarie, in particolar modo per quanto riguarda la quota del 13,2% detenuta in Generali.

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